Il Tirreno

Lucca

La crisi blocca i lavori all’ex Nazionale

di Luca Cinotti
La crisi blocca i lavori all’ex Nazionale

Pochi fondi, la proprietà decide di sospendere il progetto e pensa a cedere. Di 13 appartamenti solo uno è stato venduto

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LUCCA. Niente lavori, almeno per il momento, all’ex cinema Nazionale e all’ex dopolavoro della manifattura tabacchi fra piazzale Verdi, via Vittorio Emanuele e via del Crocifisso: da qualche settimana sono anche scomparsi i cartelli che erano stati installati da diversi anni. Il grande complesso, che ormai dal 2009 non ospita più la storica sala cinematografica, è destinato a rimanere nelle condizioni attuali per chissà quanto tempo. Alla base della decisione della società proprietaria (la Quadrifoglio Genova, partecipata da Cassa Depositi e Prestiti e dal Cotonificio Defferrari di Genova) le difficoltà finanziarie riscontrate nel corso degli ultimi anni.

Doppio intervento. Il piano progettato dalla Quadrifoglio prevedeva due distinti lotti di intervento sul grande complesso del Nazionale. Il primo, residenziale, per realizzare tredici appartamenti di alto livello nella porzione che va da piazzale Verdi (subito a fianco del portone dell’ex cinematografo) al giardino interno con accesso da via del Crocifisso. Questo primo lotto è stato terminato formalmente l’8 aprile dello scorso anno.

In un secondo momento, poi, sarebbe dovuto cominciare l’intervento sulla parte di edificio che costeggia via Vittorio Emanuele, proprio di fronte alla facciata principale dell’ex Manifattura tabacchi. In questo caso l’idea della proprietà era di ricavare negozi, uffici e probabilmente anche un ristorante. Di spazio, infatti, ce n’è in abbondanza: è proprio in questa parte dell’edificio, infatti, che si trova quella che fu la vecchia sala del cinema. Un intervento complesso, che avrebbe dovuto rispettare anche le indicazioni della Soprintendenza, soprattutto per quanto riguarda la salvaguardia delle facciate.

Conti che non tornano. Il primo lotto, quello dei tredici appartamenti (da 80 a 120 metri quadri, con finiture di lusso) partì nel marzo di quattro anni fa. Secondo quanto contenuto nella relazione al bilancio a fine 2013 (l’ultimo disponibile, approvato nell’estate del 2014), di case ne è stata venduta una sola. E - in effetti - uno solo è il nome che appare sui campanelli all’ingresso che danno su via del Crocifisso.

Un’altra offerta, invece, è stata rifiutata: «Nell’attuale contesto del mercato immobiliare, caratterizzato da una rarefazione della domanda a fronte di un’offerta molto ampia anche di prodotto di analoghe caratteristiche che viene offerto a prezzi fortemente contenuti per le difficoltà crescenti di molti operatori - si legge nei documenti sociali - la società non ha ritenuto di accettare un’offerta formulata a condizioni ritenute penalizzanti». Tradotto, la Quadrifoglio non vuole svendere gli appartamenti.

Situazione complicata, che si inserisce nella difficoltà di uno dei soci (che l’azienda non vuole render noto) a finanziare l’attività ordinaria. Tanto che è allo studio un nuovo piano industriale che potrebbe prevedere mutamenti importanti anche nell’assetto societario della Quadrifoglio che sta recuperando anche un deposito dell’ex manifattura tabacchi di Genova.

Ultima pennellata al quadro, la “svalutazione” di quasi due milioni del valore del complesso lucchese che, ai fini contabili, ha azzerato il patrimonio sociale dell’azienda, che è stato ricostruito con la rinuncia, da parte dei due soci, ad alcuni crediti che vantavano nei confronti della Quadrifoglio.

Stop ai lavori. Il risultato di tutte queste difficoltà è la decisione di rimandare - al momento pare sine die - il momento dell’intervento sull’ex cinema. Il tutto viene spiegato in un passaggio della relazione al bilancio: «L’evoluzione della gestione è correlata alle effettive disponibilità finanziarie della società per cui si ritiene di perseguire la vendita degli appartamenti già completati a Lucca, rinviando per il momento l’intervento di ristrutturazione del secondo corpo di fabbrica (l’ex cinema, ndr), e valutando anche la convenienza di eventuali proposte di acquisto di porzioni immobiliari nell’attuale stato».

Insomma: gli attuali proprietari (che per il momento non hanno chiesto alcun permesso di costruire per l’ex Nazionale), non escludono la possibilità di vendere almeno qualche parte dell’edificio a qualcuno che abbia interesse (e soldi da investire) nella ristrutturazione. I tempi, quindi, sono destinati ad allungarsi. Proprio mentre, dall’altra parte della strada finalmente sono pronti a prendere il via i lavori per la ristrutturazione dell’ex Manifattura tabacchi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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