Sicurezza
Promozione scarsa e inadeguata Lucca va avanti solo per inerzia
LUCCA. Sconfortata la direttrice della Confesercenti, Valentina Cesaretti, per la quale Lucca sta scontando soprattutto l’assenza di promozione e strategie coordinate. «Intanto è innegabile che la...
LUCCA. Sconfortata la direttrice della Confesercenti, Valentina Cesaretti, per la quale Lucca sta scontando soprattutto l’assenza di promozione e strategie coordinate.
«Intanto è innegabile che la tassa di soggiorno scoraggi un certo flusso di turismo – afferma –. A Capannori non c’è, e Capannori regge. L’assessore Lemucchi ci ha detto che sarà rimodulata, ma ancora non sappiamo come. Ma soprattutto non sappiamo come siano stati utilizzati e si intendano utilizzare i soldi incassati con la tassa: per legge e per deliberato del consiglio comunale dovrebbero servire per la promozione, ma non abbiamo traccia di iniziative in questo senso. Anzi, scontiamo il buco enorme nella promozione e nella governance del turismo: sparita l’Apt, siamo al fai da te, ognuno va avanti pe suo conto».
Nel mirino di Cesaretti l’inerzia di Lucca, Comune capoluogo: «Fa parte anche dell’organo turistico di destinazione insieme a Capannori, però quel Comune si muove, partecipa ai bandi della Regione, fa progetti e ottiene contributi. Lucca non si muove. Non ha partorito nemmeno una paginetta di eventi da mettere sui siti. A Lucca la promozione è tutta sulle spalle dei privati».
Delusa, la direttrice, anche dell’azione della Camera di Commercio: «L’idea, giusta, che sia questo ente a convocare gli stati generali del turismo per arrivare a concordare una strategia e una governance coordinata non ha mai preso concretezza. In una recente riunione, tutto quello che si è partorito è la proposta di distribuire alle aziende turistiche, su richiesta del Comune di Lucca, un questionario in cui gli ospiti indicano il gradimento. Mi sono cadute le braccia: se siamo ancora a questo... Qui non c’è bisogno di sondaggetti o inchiestine delle scolaresche piene di ovvietà: serve un progetto chiaro per la promozione del territorio e la calendarizzazione degli eventi. Cosa si è fatto in questa direzione: doppio zero, anche se il Comune incassa 550.000 euro nel 2014 con la tassa di soggiorno e ne prevede 700.000 quest’anno. Ma se non ci sono idee e professionalità precise i soldi servono a poco, ammesso che si vogliano utilizzare per il turismo».
Esprime disappunto per il calo di turisti registrato a Lucca nel 2014 rispetto al 2013 anche il presidente provinciale di Confcommercio Ademaro Cordoni. «Un calo molto esiguo per ora a dire il vero - sottolinea -. Grazie alle sue tante manifestazioni Lucca è il vero cuore della provincia, e quando gli eventi ci sono la gente arriva. Ma l’erosione di arrivi e presenze ha una connotazione precisa, e non è solo quella della crisi».
Cordoni fa un’analisi molto lucida e puntuale della situazione lucchese. Se il calo dei turisti è un dato di fatto, il vero problema all’origine è la mancanza di una strategia di promozione coordinata, mirata, da parte di tutti gli attori in campo: amministrazione e categorie. «Dopo il venir meno delle Apt, la promozione è stata centralizzata, se l’è avocata a sé la Regione - dice -. Ma questo intervento non basta. Come non possono essere i Comuni capoluogo da soli a far fronte a tutto il resto delle strategie promozionali, in base al disegno del governo regionale. Occorre piuttosto fare un sforzo sul nostro territorio, creare una struttura che si occupi solo e soltanto di promozione. Le risorse vanno trovate, bisogna cercare i soldi necessari e creare i necessari posti di lavoro. Dobbiamo assolutamente investire sulla promozione, che è il vero motore dell’economia. Non solo del comparto turistico in senso stretto, ma anche del commercio, dell’artigianato. Il turismo negli anni ha dato impulso anche all’edilizia, perché è andato a creare occasioni di lavoro nelle ristrutturazioni di strutture ricettive e altro».
Proseguire senza dare alla promozione un taglio più incisivo e organizzato corrisponde, secondo il presidente provinciale di Confcommercio, «ad andare avanti per forza di inerzia. Se siamo riusciti negli anni a fare un passo avanti non basta più, dobbiamo ulteriormente progredire». E sempre Cordoni non esclude che l’invito a una riflessione sulla necessità di ricreare strutture locale di promozione post Apt possa (e debba) essere rivolto alla Regione. Invitandola anche a considerare che alla nascita di strutture locali di promozione potrebbe contribuire, con fondi e risorse proprie, anche la stessa Regione Toscana.
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