Sicurezza
Corruzione per il "Parco S. Anna", tutti assolti
Lucca: scagionati da ogni accusa, fra gli altri, l'ex sindaco Mauro Favilla, l'ex assessore Marco Chiari e il patron della Valore Giovanni Valentini
LUCCA. Sono le 18,20 di una sera di fine febbraio quando si apre la porta dell’aula dibattimentale e dall’udienza preliminare escono trionfanti alcuni dei sette indagati (mancano l’ex sindaco Mauro Favilla e l’ex vicepresidente di Sistema Ambiente, Sauro Doroni) dell’inchiesta che il 15 giugno 2011 provocò un terremoto politico in città con l’arresto di assessori, funzionari pubblici, imprenditori e professionisti. Tre anni e mezzo d’indagine, decine di faldoni, migliaia di documenti, intercettazioni telefoniche e ambientali, testimonianze varie non hanno portato neanche a uno straccio di rinvio a giudizio. Tutti assolti. Non c’è stata corruzione o almeno nessuna prova decisiva per poter inchiodato gli indagati. L’abbraccio liberatorio con i legali, i telefonini che squillano nell’androne del Galli Tassi, la malcelata soddisfazione per il lieto fine di una storia che comunque ha condizionato e condizionerà le loro esistenze traspare nei volti e negli sguardi dell’architetto Valentini piuttosto che del dirigente comunale Tani o dell’ex super assessore Chiari che adesso, su disposizione del giudice, potrà tornare impossesso dopo 45 mesi dei beni che erano stati posti sotto sequestro dall’autorità giudiziaria. Un capitolo che si chiude, ma che resterà, giocoforza, una ferita aperta per i protagonisti.
La sentenza. Il giudice dell’udienza preliminare Silvia Mugnaini ha impiegato poco meno di due ore per leggere il dispositivo. Ma aveva maturato un suo giudizio in questi mesi dopo aver sentito gli indagati e i loro legali da un lato e il pubblico ministero dall’altro e dopo aver valutato e soppesato la copiosa documentazione fornita dalle parti. A pesare sulla decisione del gup probabilmente hanno influito e non poco i due pronunciamenti formulati da altrettanti tribunali: quello del Riesame di Firenze e della quinta sezione della Corte di Cassazione. Per i giudici fiorentini e per quelli romani niente «cricca» nata per favorire le operazioni immobiliari di Valore spa, dietro pagamento di tangenti, anche sotto forma di incarichi professionali. Per due collegi manca un elemento fondante dell’accusa: la «pistola fumante». Solo «fumus» e nessuna prova decisiva che potesse giustificare le misure cautelari chieste dalla procura e concesse dal gip: arresti in carcere per il geometra e super assessore Marco Chiari e per il funzionario pubblico l’architetto Maurizio Tani e domiciliari per l’architetto Giovanni Valentini, ritenuto dall’accusa il grande corruttore, e i professionisti Luca Antonio Ruggi e Andrea Ferro.
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Assolti e prosciolti. Assoluzione dal concorso in corruzione per non aver commesso il fatto quindi per i cinque indagati che - attraverso i loro legali Giulia Padovani, Enrico Marzaduri, Carlo Di Bugno, Luigi Velani, Stefano Dal Corso e Maurizio Campo - aveva chiesto il rito abbreviato: l’imprenditore pratese Giovanni Valentini, il dirigente comunale Maurizio Tani, l’ingegner Andrea Ferro, ex presidente della commissione ambientale del comune di Lucca e il socio dello studio tecnico Chiari, Luca Antonio Ruggi. E assoluzione anche per l’ex vice presidente di Sistema Ambiente, Sauro Doroni, ex assessore Dc degli anni Ottanta-Novanta, entrato nell’inchiesta perché, stando all’accusa, aveva intercesso affinché la figlia del superassessore Chiari ottenesse un’assunzione a tempo determinato in violazione della legge e pure lui indagato per concorso in corruzione. E se le cinque assoluzioni erano nell’aria hanno fatto scalpore i proscioglimenti dei due politici indagati i cui legali (Sandro Guerra e Anna Francini) non avevano aderito al rito abbreviato: l’ex super assessore Marco Chiari e l’ex sindaco Mauro Favilla.
il fatto addebitato all'imputato è stato commesso proprio da lui, tuttavia il fatto non può essere considerato un illecito penale (da qui il non costituisce reato) perché manca l'elemento soggettivo (dolo, colpa o preterintenzione
La calunnia. Contestualmente si è risolta anche la questione della calunnia per la quale l'ex parlamentare Piero Angelini aveva denunciato Giovanni Valentini e l'architetto Lorenzo Pieri, progettista del complesso previsto nel parco Sant'Anna per le dichiarazioni spontanee rese alla procura il 14 aprile 2011. Il gup Silvia Mugnaini ha, infatti, assolto Valentini e Pieri.
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