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Lucca

Carmine, le categorie vogliono controllare

Carmine, le categorie vogliono controllare

Summit sulla scelta del Comune di fare un bando per affidare la gestione del vecchio mercato

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LUCCA. Convocazione d’urgenza per la prossima settimana. Le categorie fanno quadrato e stringono - è questa l’intenzione - per tornare all’ipotesi della costituzione di un consorzio legato al mercato del Carmine. Ma visti i cambiamenti che si sono verificati in corso d’opera - con l’uscita di scena della Fondazione Crl come primo attore (leggi: esecutore) dei lavori di recupero del complesso, la presa in gestione del Comune di un primo intervento di restauro (con i tre milioni messi a disposizione dalla Fondazione) e soprattutto l’arrivo di appetiti privati interessati alla gestione del complesso monumentale dell’antico mercato (confermati dal sindaco Alessandro Tambellini) - le categorie hanno pensato di recuperare un ruolo all’interno della partita.

La lettera di convocazione dell’incontro è partita ieri mattina. L’hanno ricevuta Confartigianato, Cia, Confagricoltori, Cna, Slow Food, Concesercenti, Confcommercio, Associazione degli Industriali.

Visto che in futuro la gestione del complesso trecentesco del mercato - chiostro e chiesa - sarà ceduta a un soggetto privato (che dovrà, nei piani, accollarsi anche il completamento del restauro), le categorie vogliono avere quantomeno un ruolo di controllo sul suo operato «affinché avvenga - viene spiegato - quello che il sindaco ha affermato ripetutamente, e cioè che il Carmine conservi una vocazione agroalimentare».

Il ruolo di controllo le categorie lo vorranno esercitare attraverso un consorzio che le categorie andranno a costituire. «Consorzio oppure un altro tipo di aggregazione - spiegano sempre le categorie -. Un soggetto attraverso il quale potremo chiedere con forza al Comune di essere edotti su tutte le scelte sul Carmine. Il nostro obiettivo è scongiurare che il Carmine diventi un enorme centro commerciale nel cuore del centro storico. E noi vogliamo rappresentare una voce della città e dei cittadini che garantisca la vocazione del mercato».

A margine di tutte queste affermazioni il dispiacere non celato che non sia la Fondazione Cassa di Risparmio a ultimare il recupero dell’antico mercato. «Purtroppo il suo progetto è stato beffato dall’Art Bonus», dicono le categorie.(b.a.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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