Sicurezza
Non si trovano compratori per l’ex esattoria
Per la terza volta va deserta l’asta per palazzo Andriani nel centro di Lucca. Ora la base dell’incanto scenderà a meno di 1.300.000 euro
LUCCA. Palazzo Andriani, a Lucca meglio noto come l’ex esattoria, rimane ancora senza proprietario. È andata deserta, infatti, anche la terza asta nello studio del ragionier Fabio Vergamini di Castelnuovo Garfagnana. E questo nonostante che il valore fosse diminuito sensibilmente rispetto al primo tentativo di vendita: da tre milioni e centomila euro a 1.700.000. Non abbastanza, tuttavia, da solleticare l’interesse di qualcuno che si potesse far carico di un palazzo nel cuore di Lucca.
Ora cosa succederà? «A breve - risponde il ragionier Vergamini - fisseremo un nuovo incanto, sicuramente prima dell’estate. Con un ulteriore ribasso del 25%». Calcolatrice alla mano, la prossima base d’asta sarà sotto il milione e trecentomila euro. Sarà abbastanza per trovare un acquirente? Secondo chi lavora nel settore, no. Sembra esserci, infatti, una sorta di regola non scritta che prevede che per trovare qualcuno disposto a comprare immobili di questa mole bisogna scendere a un terzo del valore originario. Quindi, nel caso di Palazzo Andriani, intorno al milione d’euro. Colpa di un mercato (quello delle aste giudiziarie) che ormai si è saturato e della difficoltà di trovare imprenditori in grado di accollarsi non solo la spesa dell’acquisto, ma anche la ristrutturazione.
L’edificio di via Battisti, infatti, è ormai da oltre dieci anni vuoto. Quando da Lodi ci fu la calata di Gianpiero Fiorani sulla Cassa di Risparmio di Lucca l’esattoria passò (nel marzo 2002) insieme ad altri immobili nel paniere della Popolare: prima nella “Bipielle immobili”, poi con cambio di denominazione nella “Bipielle real estate”. Qualche mese più tardi un nuovo conferimento, stavolta nella “Bipielle immobili strumentali”.
Intanto, però, gli uffici dell’esattoria si erano trasferiti: prima in via Angeloni a Sant’Anna, poi nella nuova sede di Guamo. Così a novembre 2005 palazzo Andriani venne venduto per una cifra intorno ai 4 milioni a un’immobiliare milanese, la “Olivia srl”. Che - al termine di questa girandola - la cedette a sua volta alla “Immobiliare Emme C”: l’azienda che - ennesima vittima della crisi immobiliare degli ultimi anni - arrivando al fallimento ha portato all’asta del complesso, nonostante fosse partita con l’idea di realizzarvi un albergo di lusso.
Il complesso in vendita non è classificato come residenziale. Anche se, nella parte storica (quella che dà su via Battisti) ha pavimenti di cotto e affreschi alle pareti, tutti i locali sono stati usati per decenni come uffici. Sul retro, poi, c’è la parte più recente, quella con il grande salone di ricevimento del pubblico, al quale si può accedere da via degli Asili. Nella sua perizia il geometra Leonardi segnala che sarà necessario, per l’acquirente una «totale ristrutturazione e riqualificazione» del palazzo.
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