Il Tirreno

Lucca

Il fosso vergogna ai raggi x «Sarà pulito tra 15 giorni»

di Barbara Antoni
Il fosso vergogna ai raggi x «Sarà pulito tra 15 giorni»

La Provincia rassicura su tempi e modalità del ripristino del condotto pubblico È prevista anche un’indagine sugli sversamenti di liquami domestici nel canale

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LUCCA. Quindici giorni al massimo a partire da oggi. È il tempo che sarà necessario per completare la ripulitura dei cinque chilometri di condotto pubblico da Marlia alle Mura. Condotto ormai ridotto a discarica - come ha documentato in esclusiva Il Tirreno sulle suo cronache del 21 febbraio- per effetto di abbandoni indiscriminati (e incontrollati) di rifiuti nel suo alveo da chissà quanti anni questa parte. Uno dei motivi che hanno contribuito a rendere l’acqua invivibile anche da parte della fauna ittica che la abita. Venerdì scorso vicino al parcheggio Cittadella c’è stata l’ennesima morìa di pesci a seguito della chiusura dell’acqua del fosso per lavori.

L’annuncio arriva dalla Provincia, ente competente per il fosso. I lavori di svuotamento dell’alveo da tutte le macerie, i sacchi di plastica, i pneumatici e le batterie per auto, le carcasse di animali, i segnali stradali sradicati e gettati, i pezzi di tubo ed eternit, i cerchioni di ruote, i mattoni (la lista è lunghissima) verranno eseguiti, spiega l’assessore provinciale alla difesa del suolo Diego Santi, «dalle società che stanno costruendo lungo il corso del condotto pubblico centraline per la produzione di energia da impianto idroelettrico». L’impegno delle società a ripulire il letto del condotto (e a ricostruirlo ex novo in alcuni punti dove saranno installati gli impianti) era contenuto nell’autorizzazione a procedere nell’intervento rilasciata dalla Provincia e dai Comuni di Capannori e Lucca (quelli attraversati dal condotto).

In tutto, come ha spiegato al Tirreno l’ingegner Dario Bessi che segue i lavori sul condotto per conto delle società che vi realizzerano le centraline idroelettriche, il budget previsto per la ripulitura del condotto è di seicentomila euro.

Smaltimento dei rifiuti. I rifiuti considerati di tipo “urbano” (plastiche e altre tipologie riconducibili alla produzione urbana, appunto) saranno estratti dal condotto con le escavatrici e ammassati lungo l’argine: li ritirerà (e li smaltirà) Sistema Ambiente, la società lucchese che gestisce il ciclo dei rifiuti, in base a precisi accordi stipulati dall’azienda con il Comune e la Provincia. Quanto ai rifiuti speciali (fanghi e altro), «lo smaltimento spetterà alle società che stanno estraendo i rifiuti dal condotto, in base alle previsioni di legge», continua Santi.

Acqua a intermittenza. L’acqua nel condotto tornerà a scorrere, spiega sempre l’amministratore «appena i lavori di ripulitura saranno finiti. Poi l’acqua (l’alimentazione del condotto dipende dalle paratie di Saltocchio, ndr) verrà tolta e riaperta in base a un’ulteriore programmazione dei lavori che si svolgeranno nel fosso.

Fogne a cielo aperto, scatta l’indagine. La Provincia con il suo corpo di polizia provinciale e gli altri enti interessati (Asl e Comune) procederanno in parallelo, annuncia sempre Santi, «a un’indagine per risalire all’origine degli scarichi di alcune abitazioni in particolare in via della Canovetta che riversano i liquami domestici direttamente nel fosso pubblico». Così com’è adesso la situazione, concorda Santi, è inaccettabile e non conforme alla legge. «Dovremo verificare gli scarichi delle varie tipologie di abitazioni che insistono nella zona. La normativa è diversa se si tratta di abitazioni di trecento anni fa mai modificate o di abitazioni anche costruite nello stesso periodo ma ristrutturate in modo radicale: in questi ultimi casi è obbligatoria la dotazione di fognature, allacciate alla fogna pubblica se c’è o attivate attraverso altri sistemi sempre in conformità di legge».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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