Il Tirreno

Lucca

Domani sciopero per otto ore alla “Fanin”

Gli operai dell’indotto Kme si fermano per chiedere chiarezza sul futuro della cooperativa

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FORNACI DI BARGA. Tornano a soffiare venti di "inverno caldo" per il polo metallurgico fornacino. Dopo mesi di attesa e trattative con il management, la Rsu della Cooperativa Fanin (grossa realtà industriale che presta servizi in appalto per la Kme) ha annunciato otto ore di sciopero per la giornata di domani. Quindi, il blocco potenziale delle attività di tutti i turni, e un presidio davanti ai cancelli della direzione, in via Guido Rossa a Fornaci.

La misura, clamorosa e dall'adesione tutta ancora da valutare, intende fare chiarezza sulla situazione attuale dell'azienda che dà lavoro a circa novanta dipendenti, e soprattutto sul futuro delle maestranze. E' innegabile che i destini della Fanin sono legati alle sorti del grande committente, ma ai sindacati questo non basta: «Non si può pensare di gestire un'azienda facendo pagare il prezzo della cattiva gestione ai lavoratori – affermano i sindacati confederali -. Abbiamo denunciato da mesi quanto sta avvenendo alla Coop. Fanin di Fornaci di Barga e le difficoltà sempre più evidenti in cui versa l'azienda».

Già nello scorso settembre, infatti, ci furono le prime avvisaglie nella cooperativa che da anni opera nell’indotto metallurgico e dà lavoro a circa novanta persone. A causa della crisi, l’azienda attuò un risanamento che ha tagliato il costo del lavoro di circa il 20%, e tutto a carico del personale impegnato nei servizi appaltati all'interno del polo metallurgico: «I lavoratori hanno anche voluto dar credito agli appelli del presidente - si legge in una nota -, e hanno già fatto pesanti sacrifici in questi ultimi sei mesi. Ora basta. Non si può più accettare il solito ricatto tra riduzione dello stipendio o perdita del posto di lavoro». Certo, la strada della ricapitalizzazione promossa tempo addietro dalla Fiom, è tortuosa, e non ci sono stati segnali: «Siamo consapevoli del periodo di crisi che sta vivendo il Paese e anche il nostro settore. La Fanin ha però al suo interno un potenziale di professionalità e una capacità produttiva di assoluto rilievo, e possiede il valore aggiunto di una collocazione geografica ideale rispetto al proprio e quasi unico cliente». Come sempre, toccare la Kme, da sempre è toccare un nervo scoperto. Ma i sindacati lanciano stoccate, e ne hanno per tutti: «Possibile che la direzione aziendale non sappia valorizzare e sfruttare questi due importanti elementi in suo possesso? È davvero soltanto colpa e responsabilità del cliente che si approfitta della propria posizione dominante? Noi pensiamo che ci siano anche altre cause». Staremo a vedere.

Nicola Bellanova

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