Il Tirreno

Lucca

LA VIOLENZA NEL CALCIO

Cerasa aggredito al termine della partita

di Luca Tronchetti
Maurizio Cerasa
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Maurizio Cerasa

L’allenatore lucchese del Real Forte Querceta: «Colpito alle spalle e gettato a terra da un ex calciatore»

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LUCCA. Aggredito alle spalle, colpito e fatto cadere a terra. Maurizio Cerasa, 52 anni, lucchese, ex calciatore professionista degli anni Novanta e attuale tecnico del Real Forte Querceta formazione che milita nel campionato di Eccellenza, riporta un trauma cranico al termine della partita giocata al Brunner di Forcoli tra la sua formazione che si è imposta per 4-0 e la squadra locale. «A colpirmi alle spalle, da vigliacco è stato Sergio Sarritzu che durante tutta la partita dalle tribune mi ha insultato e ha inveito contro i miei giocatori. In tanti anni di calcio una cosa del genere non mi era mai capitata. Fortunatamente c’era il commissario di campo che ha visto tutto. Ho ricevuto anche le scuse del tecnico degli amaranto Armando Traversa e di alcuni dirigenti locali. Adesso con il referto medico vado dal mio legale e presenteremo una denuncia contro quel signore. Certa gente nel calcio non deve più starci».

Quel signore, come lo definisce Cerasa, è un altro ex calciatore degli anni Novanta: Sergio Sarritzu, 50 anni, ex professionista con i Mobilieri Ponsacco e altre formazioni dell’allora C2. La notizia dell’aggressione è riportata anche dal sito Toscanagol del collega Gino Mazzei specializzato nel calcio minore e giovanile. «In partita non c’erano stati problemi di sorta. - racconta Cerasa - D’altronde il punteggio finale non lasciava scampo a interpretazioni. E durante il match non c’è stata animosità eccessiva, esasperazione o nervosismo come dimostrano le poche ammonizioni. Gli unici problemi sono arrivati dagli spalti dove quello pseudo dirigente del Forcoli ci ha offeso e insultato per tutta la partita come un forsennato.

"A fine gara, come indicato dal commissario di campo, sono uscito da una porta secondaria. Ma è stato inutile perché lui era lì e mi ha colpito alle spalle facendomi sbattere la testa a terra nella caduta senza difesa. Sono disgustato e deluso dalla deriva che sta prendendo il calcio. Quello che si è verificato è roba, con tutto rispetto, da terzo mondo. Siamo nel 2015, ma non abbiamo imparato nulla dal passato. In questo campionato giocano tanti giovani. Che esempio diamo alle nuove generazioni? Chi allena a questi livelli non lo fa certo per i soldi (ne circolano sempre meno), ma per una sana passione. Abbiamo il compito di essere educatori, ma quando accadono cose come quelli verificatesi a Forcoli sarebbe meglio chiuderla lì. Perché questo non è più il mio sport».

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