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Lucca

Gli studenti del Giorgi: «Non siamo un covo di drogati»

L'entrata dell'istituto Giorgi in via del Giardino Botanico
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L'entrata dell'istituto Giorgi in via del Giardino Botanico

Lucca, i ragazzi difendono il prestigio del loro istituto dopo che un quindicenne era stato scoperto con l’hashish. «Caso sporadico, qui si studia seriamente»

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LUCCA. «Questa scuola non è un covo di drogati. Anzi, a differenza di molte altre, consente a tanti ragazzi un ingresso veloce nel mondo del lavoro, spessosubito dopo il diploma. La nostra non è dunque una scuola di delinquenti, ma neppure di scansafatiche, come qualcuno continua a insinuare e casi come quello di alcuni giorni fa si verificano anche in altre scuole, lo sappiamo, ma stranamente altrove non fanno rumore come da noi. Col risultato di penalizzare una delle scuole migliori, anche dal punto di vista del personale docente che ci sostiene in maniera straordinaria, talvolta concentrandosi su chi ha necessità di maggiore aiuto, consentendogli di tenere il passo con gli altri».

Sono amareggiati gli studenti del professionale Giorgi, ma determinati a far sentire la loro voce condannando, al tempo stesso, un episodio isolato che ritengono inaccettabile e che lede l’immagine della scuola. Il riferimento va ai fatti di qualche giorno fa, quando uno studente quindicenne fu trovato dalla polizia all’interno della scuola in possesso di una dose di hashish, sostanza rinvenuta anche nel cortile, probabilmente gettata da qualcuno dalla finestra per timore di essere scoperto e di una dose di marijuana scovata dai cani antidroga in un cestino.

«Casi sporadici che non devono comunque farci vergognare di frequentare questa scuola che a causa di alcune “mele marce” rischia di vedere inquinata l’immagine di quella che invece è una grande famiglia dove vige il rispetto e la serietà».

E’ un coro unanime che si leva dagli studenti, per rappresentare la realtà della loro scuola e difenderla dagli attacchi che ritengono eccessivi. Ne abbiamo incontrato una rappresentanza: Davide Torri, Gianluca Ragazzoli, Tommaso Moretti, Niccolò Berrettoni, Massimiliano Chesi, Danilo Illidi e Roberto Rugani, tutti in odore di diploma, responsabili e determinati. Per loro il Giorgi è la scuola ideale per accedere a quel mondo del lavoro che non richiede un percorso universitario, ma una preparazione tecnica e una certa manualità. Lo testimoniano le tante aziende che ogni anno attingono proprio da questa scuola per il reperimento di personale e mano d’opera. Una scuola che conta circa 400 iscritti, «numero che però rischia di diminuire - affermano i ragazzi - se si continua a fare terrorismo inutile, mettendo in cattiva luce una scuola che invece offre opportunità e consente agli studenti di maturare e diventare autonomi».

In effetti il timore che queste vicende scoraggino molte famiglie, facendo loro dirottare altrove le scelte scolastiche dei figli, esiste realmente. «E questo preoccupa anche i docenti - afferma il professor Giuliano Marcucci - ma vogliamo ricordare che questa scuola è riuscita a recuperare anche molti ragazzi provenienti da altri istituti e altri ancora che avevano deciso di abbandonare gli studi e che oggi stanno per diplomarsi con ottimi voti». La preside Donatella Buonriposi fa sapere che la politica della scuola è indirizzata alla massima trasparenza e, di comune accordo con il consiglio d’istituto, ha deliberato di appoggiare la decisione dei ragazzi di comunicare il loro disappunto riguardo alla vicenda, ma anche il loro parere sulla scuola che giudicano migliorata rispetto al passato e con ottime prospettive.

Rossella Lucchesi

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