Finanza
Ex Manifattura, spunta un megaplastico
Lucca: l’opera di Nicolosi, che raffigura la rete ferroviaria, era stata donata al Comune e ora è abbandonata
LUCCA. Tra le tante storie che l’apertura del cantiere all’ex Manifattura Tabacchi rischia di portarsi via, c’è pure quella di un plastico ferroviario. In una delle stanze al piano terreno che insistono sul cortile principale, c’è infatti una grande costruzione in listelli di legno di oltre 20 metri quadrati che, donata 10 anni fa al Comune, giace tristemente nello stabilimento.La vicenda parte alla fine degli anni ’60 dalla passione di Luciano Nicolosi che, nel suo appartamento di via del Battistero, aveva realizzato questo plastico che con il passare del tempo si è arricchito e ingrandito. Una meraviglia frutto della pazienza e della precisione, con tantissimi pezzi ordinati dall’estero e giornate intere passate con gli amici del Claf – Club lucchese amatori ferrovia – a provare i trenini e a chiacchierare.
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«Mio nonno se n’è andato nel 1995 – spiega il nipote Massimo Nicolosi – e tre anni dopo abbiamo deciso di donare l’intero plastico alla parrocchia di Santa Maria Forisportam per ridargli nuova vita e riunire di nuovo il Claf». Un’operazione certosina, perché il plastico fu diviso in tre con precisione chirurgica grazie al trapano di un amico dentista. «Grazie al parroco di allora, Don Vito, il plastico ha avuto quindi una nuova collocazione impegnando di nuovo tante persone nell’opera di ricostruzione». Poi l’esigenza di nuovi spazi e il cambio di parroco hanno reso necessaria la ricerca di una nuova soluzione e così, grazie a un accordo con l’amministrazione Fazzi, nel 2005 il plastico fu donato al Comune con l’idea che potesse essere il primo tassello di un museo dei trasporti. Un intento che poi è caduto nel dimenticatoio passando attraverso un periodo lungo 10 anni in cui il plastico è stato diviso nuovamente in tre pezzi per poi essere lasciato inutilizzato nei locali dell’ex Manifattura. «Temiamo che con l’apertura del cantiere quel plastico possa andare irrimediabilmente distrutto – prosegue il nipote – per questo faccio un appello ai cittadini e al Comune perché possa essere salvato rendendolo disponibile e fruibile a tutti. Se all’attuale amministrazione non dovesse interessare possiamo anche riprenderlo per poi trovare un luogo adatto e rimontarlo. Il nostro desiderio è che ognuno ne adotti un pezzo».
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