Il Tirreno

Lucca

Bando per il Carmine: i privati sono più d’uno

di Barbara Antoni
Bando per il Carmine: i privati sono più d’uno

Il sindaco vuole far presto a definire un progetto per l’antico mercato. Subito la discussione con le categorie e in parallelo i lavori per tre milioni

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LUCCA. «L’interesse di un privato per il Carmine c’è», conferma il sindaco Alessandro Tambellini. Anzi, le proposte per la gestione e il rilancio del complesso monumentale dell’antico mercato «potrebbero essere più di una, le stiamo raccogliendo. E comunque non ci sarà alcun affidamento senza bando».

Il sindaco conferma sostanzialmente in blocco le anticipazioni del Tirreno in merito al futuro del mercato del Carmine. E aggiunge, oltretutto, che i tempi di discussione e progettazione delle attività che costituiranno il suo tratto distintivo «saranno stretti». Non ci sarà da discutere piuttosto sulla sua vocazione: quella, come Tambellini non si è mai stancato di dichiarare (e come dichiara ancora oggi), «sarà di stampo agroalimentare. Il fatto basilare è questo. Poi dovremo andare a una discussione con le categorie sull’organizzazione, gli usi peculiari. Il nostro obiettivo è fare presto».

In parallelo, il sindaco conferma che l’amministrazione porterà avanti (grazie ai tre milioni concessi dalla Fondazione Cassa di Risparmio) un programma di lavori: nel 2015 sarà completata la copertura centrale del chiostro, comprendendo anche quella del camminamento sul perimetro. Questi lavori importeranno la cifra di cinquecentomila euro. Con gli altri due milioni invece, nel 2016, saranno condotti lavori di consolidamento strutturale. Quanto alle rifiniture, invece, «saranno eseguite in base a quelli che saranno gli utilizzi del mercato». ll completamento del recupero invece sarà da ascrivere al privato che si aggiudicherà la gestione del complesso. E a domanda su quale futuro possano aspettarsi gli attuali operatori del mercato, superstiti di anni di decimazioni dell’offerta commerciale del Carmine, Tambellini risponde che «il loro ruolo verrà salvaguardato».

È un sollievo, seppure parziale, per gli operatori. I quali, da parte loro, nelle ultime settimane hanno assistito al rapido smontaggio dei ponteggi dal chiostro e il loro riallestimento all’esterno delle lunette, in funzione della realizzazione della copertura lungo il camminamento sul perimetro al primo piano.

«Non sappiamo niente, ad oggi, di quello che si vorrà fare del Carmine - spiegano Monica Marcone e il marito Ernesto Caiazzo, gestori del Bar del Sole -. Ci avevano informati che i lavori sarebbero stati proseguiti dal Comune con i soldi della Fondazione Crl e non dalla Fondazione in prima persona. Viviamo nell’incertezza e ci sentiamo come palline da tennis, rimbalzati da una parte all’altra del campo. Se sapessimo a cosa andremo incontro potremmo anche prendere ognuno le proprie decisioni».

«Non sapevamo dell’esistenza di un operatore privato interessato alla gestione in blocco del Carmine - sottolinea anche Roberto Cortopassi, titolare dell’omonima macelleria sempre all’interno del complesso del Carmine -. Sapevamo però che la Fondazione non poteva portare avanti i lavori per una questione di carattere fiscale. Temo che con la gestione del Comune si prospettino tempi lunghi per i lavori. La nostra fortuna sarebbe stata che li avesse eseguiti la Fondazione: credo che sia un’altra occasione persa per il Carmine. Ora c’è un privato? Ben venga, parliamone». Cortopassi si dice comunque «preoccupato perché al di là dei discorsi manca un progetto definitivo per il Carmine. A prescidere da Tambellini che dice che la sua vocazione deve rimanere agroalimentare di fatto un vero progetto non c’è».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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