Il dolore
Carmine, c’è la proposta di un privato
Una società è interessata alla gestione del complesso con l’impegno di completare il recupero architettonico
LUCCA. C’è un’inversione di rotta nelle manovre per il recupero e il rilancio dell’ex mercato del Carmine. Nasce sostanzialmente da due novità. La prima è la presenza di un privato interessato alla gestione e al rilancio economico del complesso monumentale, a patto che ne completi il recupero. La seconda è che sarà l’amministrazione comunale, intanto, a realizzare ulteriori interventi di restauro con i tre milioni che la Fondazione Cassa di Risparmio ha messo a disposizione.
Dopodiché c’è da aspettarsi che l’amministrazione con tutte le probabilità, emetta un bando per la gestione del complesso e il completamento del suo recupero architettonico.
Non sarà quindi la Fondazione Cassa di Risparmio a ultimare l’intervento di restauro del chiostro destinato alle attività commerciali e della chiesa, la zona più degradata - quest’ultima - dell’intero complesso, inutilizzata da anni e in progressiva decadenza.
Una possibilità rimasta in ballo fino a poche settimane fa, quando sul tavolo c’era la disponibilità dell’ente di San Micheletto a farsi carico di tutti i lavori di recupero del complesso del Carmine, dal chiostro alle chiesa (interventi che sfiorano i dieci milioni di euro). Si confidava però di poter beneficiare dell’Art Bonus (il rimborso dallo Stato di metà delle somme investite) disposto dal ministero per tutti i privati che devolvono somme di denaro per il restauro di beni culturali.
Ma nel caso del Carmine sarebbe stata necessaria una sorta di deroga al principio base dell’Art Bonus, che prevede il rimborso al privato solo se consegna i soldi all’ente pubblico per fare i lavori. Nel caso del mercato trecentesco di Lucca sarebbe stato diverso, perché i lavori non sarebbero stati eseguiti dal Comune ma dalla Fondazione. Per sondare la possibilità di beneficiare comunque dell’Art Bonus, la Fondazione aveva richiesto il parere del ministero (la risposta non risulta essere ancora arrivata).
Nel frattempo però le carte in tavola sono cambiate, per l’arrivo del privato da una parte e dall’altra per la necessità dell’amministrazione comunale di procedere al più presto alla realizzazione di altri lavori al Carmine: dopo il rifacimento della copertura centrale (costata 169mila euro, di cui 142mila provenienti dalla Fondazione Crl) il progetto è di ripristinare anche la copertura lungo il camminamento del piano superiore. Quello che risulta in corso e per il quale sono stati smontati i ponteggi allestiti nel chiostro per il rifacimento iniziale del tetto.
È in preparazione l’accordo di programma in virtù del quale la Fondazione Crl, spiega il direttore tecnico Franco Mungai, cederà i tre milioni all’amministrazione comunale per impiegarli in altri lavori di restauro del Carmine (in primo luogo il completamento della copertura). Si richiederanno garanzie a fronte del cospicuo contributo e la prima dovrebbe essere, appunto, che questa ulteriore elargizione sia funzionale a un complessivo ripristino della struttura.
Una svolta importante nel percorso a ostacoli dell’antico mercato. Per il quale, a dire il vero, in passato erano già arrivate manifestazioni di interesse da parte di privati. Uno, conclamato, fu il patron di Eataly Oscar Farinetti; un altro, il cui nome è girato un paio d’anni fa all’incirca, è quello della Conad. Da parte sua, il sindaco ha affermato a più riprese che l’offerta di un privato poteva essere accettata solo se la sua attività fosse riconducibile al settore agroalimentare.
Intanto, intorno al Carmine, si è formata una cordata di associazioni di categoria con la missione di tutelare il mercato da appetiti inappropriati e di riuscire a riportare nel chiostro un mercato di filiera agricola con prodotti provenienti dal territorio della Lucchesia.
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