Lutto
In regalo ai lettori i testi più esilaranti del Pierin Lucchese
Mercoledì 25 febbraio con il giornale il libro con la miglior produzione dell’urbanista-scrittore Giorgio Marchetti per Il Tirreno
LUCCA. Volete conoscere tutto, ma davvero tutto delle vicende e degli intrecci cittadini dagli anni Ottanta ad oggi? Volete sapere anche i retroscena che a volte la cronaca, in mancanza di documentazione certa, non può scrivere senza finire in Tribunale, ma che possono essere perfettamente colti e svelati da una vignetta o da un testo di satira? Bene, avete l’occasione della vita: mercoledì 25 Il Tirreno con il giornale in edicola regalerà ai lettori un’antologia che raccoglie il meglio della produzione di Giorgio Marchetti, il grande urbanista-scrittore che ha fatto ridere, ma anche riflettere, la città con le sue mirabili cronache e vignette firmate rispettivamente come “Pierin Lucchese” e “Magi”.
È stato l'asse portante, Giorgio Marchetti - alias Pierin Lucchese, alias Magi, alias Masssimo Riserbo, alias Giorgione per gli amici, alias Ettore Borzacchini per la sua produzione letteraria e gli articoli sulle parte nazionale del Tirreno - della pagina di satira che ha caratterizzato, con grande successo, l'edizione domenicale della nostra cronaca. Per dodici anni, dalla 1987 al 1999, le vignette di Marchetti e soprattutto i testi strepitosi firmati come Pierin Lucchese sono stati il sale di una iniziativa editoriale apprezzatissima dal pubblico dei lettori.
Per i tipi della Maria Pacini Fazzi, nel 1988 era uscita anche la prima raccolta de "I temi di Pierin Lucchese". Nella prefazione scrivevo: "Disse di essere una maestra elementare che insegnava nella zona di S. Lorenzo a Vaccoli. Era arrabbiatissima: nella sua scuola, sosteneva, non c'era alcun Pierin Lucchese, quel pluriripetente, scansafatiche, discolaccio che ogni settimana scriveva lettere da far rizzare i capelli, regolarmente pubblicate nel supplemento di satira de Il Tirreno. Non ci fu verso di spiegare, alla inferocita maestra che telefonava alla redazione, che Pierin Lucchese era un nome di fantasia. Nemmeno la clamorosa smentita pubblicata nella pagina di satira del giornale la domenica successiva appagò pienamente la maestra. Ma almeno chiarezza era fatta: Pierin Lucchese non era uno scolaro di 14-15 anni, ancora in quarta elementare. In realtà, sotto queste mentite spoglie, si celava quel turpe individuo che da tempo, anziché limitarsi a fare il suo lavoro di architetto urbanista, aveva preso gusto a sfottere e dissacrare i costumi di vita cittadini. Pierin Lucchese cominciò così a farci avere in esclusiva notizie sulle grandi manovre del Comune grazie a suo padre, bidello-talpa che per arrotondare vendeva anche notizie false come la conclusione dei lavori Fio sulle Mura, la cacciata delle auto dal centro storico, la realizzazione dell'impianto per smaltire i rifiuti".
Sempre per la Maria Pacini Fazzi, terminata la felice esperienza della pagina di satira, Marchetti aveva pubblicato un volume "La ricerca del Pierino perduto"riportando pezzi dal "diario" del discolo di cui si annunciava però la "misteriosa scomparsa". Era successo infatti, inevitabilmente, che Marchetti avesse cominciato a stancarsi e a trovare ripetitive le lettere di Pierin Lucchese. A me erano stati necessari una quindicina di anni di insistenze per indurre Giorgione a riprendere. Dalla primavera del 2014 Pierin Lucchese era tornato a far divertire i lettori tutte le domeniche. I suoi testi erano brillanti, esilaranti e facevano capire come Marchetti avesse ritrovato il gusto e la gioia di scriverli. Poco prima di lasciarci per sempre aveva postato il suo Pierin appena pubblicato da Il Tirreno sulla sua pagina Fb. L'ultima fatica prima di andarsene.
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