La manifestazione
Casermette, stop al bando Si interverrà sul canone
Comune e Opera decidono di sospendere l’iter dopo le polemiche e gli attacchi «Ma la gestione di questo bene dovrà comunque essere aperta e trasparente»
LUCCA. Tanto tuonò che piovve. Dopo settimane di polemiche e di attacchi sul bando per la concessione di buona parte di casermette e castelli delle Mura, il Comune e l’Opera hanno deciso di interrompere l’iter per prendersi il tempo necessario per modificare i termini della gara.
Che qualcosa stesse maturando su questa (spinosissima) questione, il Tirreno l’aveva anticipato sull’edizione di ieri. La decisione, ora ufficiale, di stoppare l’iter (le domande dovevano essere presentate entro il 16 marzo) prelude probabilmente a cambiamenti importanti. Che arrivano, come spiega il Comune in una nota, «in seguito ai diversi incontri avuti in queste settimane con le associazioni e tutti i soggetti che si sono mostrati interessati a prendere parte al bando».
La possibilità più estrema, cioè la revoca della gara, viene esclusa: «Il bando - spiegano amministrazione e Opera - resta in essere, ma si invitano i soggetti intenzionati a presentare domanda ad attendere i tempi necessari a questa verifica che servirà a valutare e introdurre eventuali modifiche in modo da eliminare quanto più possibile gli ostacoli ad una partecipazione che nell'ottica dell'amministrazione comunale deve essere la più ampia possibile».
In questo periodo la parola chiave è “ostacoli”. Ed è anche il punto dal quale partire per provare a immaginare quali saranno le modifiche al bando. Due sono i punti essenziali. Il primo è quello del canone. Che per gli spazi più ampi e più prestigiosi arriva a superare i quattromila euro al mese. Cifre che molti interessati (e anche diversi assegnatari attuali) giudicano troppo alte, anche considerando gli obblighi da rispettare (come gli orari di apertura e i servizi offerti).
La seconda questione riguarda invece certi spazi che attualmente sono riservati ad attività dalla particolare rilevanza sociale: è il caso dei Lucchesi nel mondo (nel castello di porta San Pietro) e del Ciscu (nella casermetta del baluardo San Paolino). Da più parti si sono levati voci che richiedevano una sorta di “tutela” per queste attività e non è da escludere che proprio questo sia contemplato nel bando modificato.
«L'amministrazione comunale - si conclude la nota - ritiene importantissimo per la città rendere aperta e trasparente la gestione di un bene pubblico come le Mura con le sue casermette. In questo senso è stato dato mandato all'Opera delle Mura di redigere il bando con l'intento preciso di aprire quanto più possibile alla fruizione dei cittadini e della collettività questi spazi. D'altra parte il bando ha dovuto tenere conto di un regolamento approvato nel 2011 che presenta una serie di limiti considerevoli e che purtroppo rischiano di inficiare una iniziativa che il Comune e l'Opera delle Mura vogliono abbia il migliore esito possibile».
Luca Cinotti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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