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IL CASO

Svuotato dagli hacker il conto on line dell’Antico Caffé delle Mura

Svuotato dagli hacker il conto on line dell’Antico Caffé delle Mura

Lucca: i soldi sono andati a finire su un conto in una banca polacca e non è stato possibile ottenerne la restituzione. Adesso i titolari del locale chiedono di riavere la somma all’istituto di cui sono clienti

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LUCCA. Possibile che le somme lasciate su un conto “home banking” per sostenere le spese e i costi fissi e variabili di una attività possano essere “succhiate” da un hacker e fatte sparire su un conto di una banca straniera senza che sia più possibile recuperarle? L’ipotesi è in genere esclusa dai fautori del servizio bancario via internet, che esaltano la celerità e la riduzione dei costi.Ma dello stesso avviso non sono i titolari dell’Antico Caffé delle Mura, i quali sostengono di aver subito un attacco che ha fatto sparire svariate migliaia di euro dal loro conto sul web. Anche a causa, sostiene la banca interessata, della non adeguata osservanza delle precauzioni indicate in un apposito sito, di cui però i titolari del locale dicono di non essere stati informati.

«Il 12 gennaio alle 12,02 – affermano – qualcuno si è introdotto nel nostro home banking e ha svuotato il conto. Avevamo da poco fatto una operazione di verifica del saldo e deve essere stato in quel momento che gli hacker hanno captato il nostro “Pin” e la nostra password. Dell’accaduto ci siamo accorti il giorno dopo, appena riavviato il computer. La somma “succhiata” era andata a finire su un conto in una banca polacca».

Immediata la corsa alla banca di riferimento: «Siamo andati alla agenzia della Bnl in piazza S. Michele – aggiungono i titolari del ristorante – nella speranza che l’operazione degli hacker potesse essere bloccata. Erano le 11,25, ma non c’è stato niente da fare».

La società ha potuto soltanto fare denuncia ai carabinieri e, attraverso un legale, chiedere alla banca la restituzione della somma. «Non eravamo stati messi al corrente di rischi del genere, né ci era stata proposta una assicurazione – sostengono i titolari dell’attività –. Nei colloqui avuti con la banca è stato fino ad ora impossibile arrivare alla ricomposizione della vicenda. Ci auguriamo che l’istituto di credito accolga la nostra richiesta riproposta attraverso il nostro legale. Abbiamo già un fitto programma di eventi (matrimoni e cerimonie varie) fissati per il 2015 e il 2016, abbiamo una concessione trentennale e diamo lavoro a parecchie persone. I danni potrebbero essere non solo quelli dell’entità della cifra».

Da noi contattato, l’istituto bancario spiega che al momento della segnalazione dell’ammanco è stato fatto il possibile per bloccare l’operazione e recuperare la somma, ma senza successo perché era passato ormai un giorno intero. La banca ricorda anche che sul suo sito “Businessway” c’è un vademecum per operare su internet in sicurezza: «Tra le precauzioni indichiamo la necessità – affermano dall’istituto – di dotare il computer di un adeguato antivirus e soprattutto di accedere di volta in volta digitando secondo le procedure indicate». No comment al momento, dalla banca, sul contenzioso in atto per la restituzione dalla somma.

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