Attenzione
Rotaia ko per il gelo Treni soppressi sulla Lucca-Firenze
Grossi problemi per un guasto alla stazione di Montecarlo La rabbia dei viaggiatori per ritardi ben oltre l’ora
LUCCA. Si rompe una rotaia e i pendolari arrivano a lavoro con quasi un’ora e mezzo di ritardo. È ciò che è accaduto ieri mattina ai viaggiatori che si sono mossi lungo la linea Firenze - Viareggio, anche se i disagi hanno riguardato in parte anche la tratta Lucca-Pisa.
All’origine dei disagi – come comunicato dal servizio regionale “Muoversi in Toscana” – «la rottura di una parte di rotaia» nei pressi della stazione di Montecarlo-San Salvatore «probabilmente causata dalla forte escursione termica». La stessa motivazione che il personale di Ferrovie dello Stato ha fornito ai passeggeri, che stanchi di aspettare a bordo dei convogli hanno preteso una spiegazione su quanto stesse succedendo.
I problemi sono iniziati attorno alle 6,45, in piena fascia pendolari, mentre il guasto è stato riparato alle 9,30. Disagi soprattutto per i passeggeri dei treni 3027 e 3039 – che collegano Lucca a Firenze alle 6,54 e alle 7,40 – arrivati nel capoluogo toscano con 84 minuti di ritardo. Soppresse invece le corse delle 7,26 e 8,27, mentre un’altra cancellazione ha riguardato il convoglio 3044 delle 8,29 diretto a Viareggio. Settantaquattro minuti di ritardo li hanno invece subìti i pendolari del 3025, previsto in partenza a Lucca alle 6,48 e atteso a Santa Maria Novella alle 8,06, mentre quasi un’ora hanno aspettato coloro che viaggiavano a bordo del 3046 (che viaggiava nella direzione opposta) e del 3040, che ogni mattina transita dalla nostra stazione e arriva a Pisa attorno alle 8,25. A raccontare la mattinata da incubo Vanni Ghimenti, rappresentante del Comitato pendolari pistoiesi e lucchesi. «Sono arrivato in stazione di Montecarlo alle 7,12, mentre una voce umana e non elettronica annunciava che i treni da e per Lucca avrebbero subito "ritardi e/o variazioni" per un guasto "temporaneo" agli impianti di circolazione della mia stazione – racconta lo studente –. Il 3027 è stato annunciato con cinque minuti di ritardo. Dopo circa 20 minuti sono arrivate due squadre di tecnici Rfi a bordo di un camioncino e un furgone (non meno di dieci persone) e sono entrati nella sala comandi. Dopo altri cinque minuti – ricostruisce Ghimenti – è arrivato il convoglio 3040 sul primo binario: sono scesi controllore e capotreno che alle nostre richieste di informazioni hanno risposto in modo gentile, ma contraddittorio (evidentemente nemmeno loro sapevano che fare)».
A quel punto i pendolari hanno appreso che il passaggio al livello del Ribocco, fra Montecarlo e Marginone, era rotto. «Il 3040 è rimasto in stazione fino alle 8,15, mentre il 3025 è passato sul secondo binario a passo d'uomo, ma ovviamente non poteva fermare per caricarci, non sia mai che i pendolari di Montecarlo possano usufruirne, sarebbe un delitto! – si sfoga Ghimenti –. Dopo la partenza del 3040 abbiamo atteso ancora a lungo, mentre i tecnici caricavano un piccolo carrello con bombole e attrezzi e si avviavano a piedi verso gli scambi in direzione Lucca. Uno di loro ci ha spiegato che il problema non era il passaggio a livello, bensì il freddo».
Stefano Taglione
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