Il Tirreno

Lucca

In Provincia 48 prepensionamenti

di Luca Cinotti
In Provincia 48 prepensionamenti

Prime uscite per riorganizzare l’ente: alla fine rimarranno meno della metà dei 480 dipendenti attuali

4 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Sono quarantotto, e sono i primi dipendenti che lasceranno gli uffici di palazzo Ducale e della Provincia: per questi lavoratori, da qui al 2016 si apriranno le porte del prepensionamento. Una manovra che dà fiato all’ente di piazza Napoleone, in vista di quella che sarà la vera e propria rivoluzione che farà scendere di oltre il 50% i dipendenti attuali, che sono circa 480.

Situazione insostenibile. Le tappe sono scandite, da una parte, dalla legge Delrio che trasforma le province in enti non più eletti dai cittadini togliendo loro molte funzioni. Dall’altra, la legge di stabilità per il 2015, che prevede tagli dolorosi per le casse pubbliche: «Per la Provincia di Lucca - spiega il presidente Stefano Baccelli - questo vuol dire 9 milioni di euro in meno per il 2015 e 18 milioni in meno per il 2016». Inoltre, sempre la legge di stabilità impone, dal 1° gennaio di quest’anno, di dimezzare le spese per il personale. Anche se - al momento - la Provincia continua ad avere tutte le sue competenze.

«Abbiamo la necessità di tagliare la spesa il più velocemente possibile - spiega ancora Baccelli -: visti i tagli, se continuiamo con queste uscite andiamo al dissesto, come tutte le province della Toscana».

I prepensionamenti. Proprio in questa direzione va la delibera assunta dalla giunta provinciale, che dichiara il “soprannumero” per 48 persone, dando il via al prepensionamento secondo i requisiti in vigore prima della legge Fornero: uno è un dirigente (il responsabile dell’ambiente Roberto Pagni), gli altri sono cinque dipendenti di categoria B1, sette di categoria B2, sette B3, un dipendente C3; e poi due C4; quattro di categoria C5; tredici dipendenti D1 ed infine otto dipendenti D3. La procedura avviata dall'amministrazione sui prepensionamenti tiene conto dell'intesa siglata dalle Organizzazioni sindacali con la Giunta regionale toscana e Anci Toscana.

Una manovra che avrà più di un effetto. Innanzitutto sulle casse dell’ente: al 31 dicembre 2016 si stima un risparmio di circa un milione e mezzo di euro su una spesa complessiva per il personale di venti milioni. In secondo luogo, viene raggiunto per Baccelli l’obiettivo «di trovare una soluzione ai dipendenti che hanno i requisiti per il collocamento a riposo e al tempo stesso di “alleggerire” la posizione dei dipendenti che rimarranno».

Il grande esodo. La vera partita, però, si giocherà oltre e al di là di questi 48 prepensionamenti (ai quali, peraltro, vanno aggiunti altri cinque dipendenti che andranno in pensione avendo già raggiunto i requisiti). E i tempi sono stretti. Entro il primo marzo, infatti, ogni Provincia dovrà indicare quanti soldi serviranno per il personale che rimarrà nel nuovo ente a “scartamento ridotto”, quale sarà la pianta organica e, entro il 31 marzo, dovrà fare una vera e propria lista di nomi di chi rimarrà in Provincia e di chi, invece, avrà un’altra destinazione.

Tutto ruota sulle competenze: alla Provincia resteranno quelle sull’edilizia scolastica, su parte dell’ambiente, sulla viabilità, sulla pianificazione del territorio. Alla fine, dunque, a palazzo Ducale rimarrà solo il personale necessario per far funzionare questi settori. Difficile, al momento, fare una previsione di numeri: ma sicuramente saranno meno della metà di quelli attuali (quindi meno di 240) e, probabilmente, anche meno di 200. E il resto? In gran parte andrà alle dipendenze della Regione: Firenze, infatti, si riapproprierà di gran parte delle competenze della Provincia. Anche se poi non è detto che il trasferimento sia “fisico”: i dipendenti, infatti, potrebbero lavorare in strutture dipendenti dalla Regione ma situate a Lucca (come il Genio civile). Una parte residuale passerà poi ai Comuni e ad altri uffici statali: il tentativo è quello di riuscire a collocare tutti gli attuali dipendenti, anche se non sarà facile. Gli eventuali ancora non collocati a fine 2016 saranno messi in “disponibilità” per due anni all’80% della retribuzione, prima di rimanere senza lavoro.

«Dottor Jekyll e Mr. Hyde». Una situazione difficile non solo per i lavoratori, ma anche per chi è a capo della Provincia. «Mi sento un po’ come Dr. Jekyll e Mr. Hyde - spiega Baccelli -: da una parte sono il presidente della Provincia eletto che dà il via al cantiere per il Sant’Agostino, che mette in sicurezza il Cantiere Giovani, che fa accordi con le banche per i lavoratori in cassa integrazione, che cerca di mandare avanti i progetti dell’ente finché ne abbiamo la possibilità. Dall’altra, però, ho un ruolo di “liquidatore parziale” della Provincia, che non mi sono scelto ma che la legge mi obbliga a fare. : "La nostra priorità è quella di lavorare per una ricollocazione adeguata del personale, cercando di non disperdere quella mole di competenze, capacità e professionalità che si è formata nel corso del tempo. Professionalità che finora sono state al servizio della comunità locale e che una futura frammentazione di servizi e competenze rischia fortemente di indebolire se non di compromettere ».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web