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Lucca

“Il Mondo”, ora la raccolta è completa

“Il Mondo”, ora la raccolta è completa

Consegnate alla Biblioteca le annate mancanti del settimanale diretto da Mario Pannunzio

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LUCCA. Era il luogo dove si incontravano, sporadicamente, tra un viaggio e l'altro. Era il luogo dove in qualche modo tornavano bambini, perché talvolta basta un luogo per far rivivere i ricordi di una vita. Proprio lì, alla Buca di Sant'Antonio, dove mercoledì è stata apposta una targa per commemorare il grande giornalista lucchese e fondatore de “Il Mondo”, Mario Pannunzio, che qua era solito ritrovarsi con l'amico e collega Arrigo Benedetti, nelle rare occasioni in cui riusciva a rientrare a Lucca.

Un'amicizia storica e intellettualmente vivace, come racconta anche la professoressa dell'Università di Firenze, Carla Sodini nel suo libro “Amici per sempre. Mario Pannunzio e Arrigo Benedetti tra Lucca e Roma, edito nel 2011 dalla Maria Pacini Fazzi. Un sodalizio che si estese poi a tanti altri giornalisti e scrittori lucchesi, da Mario Tobino a Romeo Giovannini, da Mario Agatoni a Gino Cesaretti, fino al più giovane e genialeabrizio Puccinelli.

Vicende e personaggi che mercoledì pomeriggio hanno animato la sala delle conferenze alla Biblioteca Statale di Lucca, durante la cerimonia, da parte dei rappresentanti dell'Archivio storico del “Centro Pannunzio” di due annate (quella del '52 e quella del '57) del settimanale “Il Mondo”, a completamento della raccolta. A ricordare la figura di Mario Pannunzio, nato a Lucca nel 1910 e direttore del periodico dal 1949 al 1966, è spettato al sindaco, Alessandro Tambellini, al professor Pier Franco Quaglieni, direttore generale del “Centro Pannunzio”, alla professoressa Carla Sodini dell’Università di Firenze e il giornalista e scrittore statunitense Alan Friedman. Friedman è stato insignito, quest’anno, del “premio Mario Pannunzio” per la sua vicinanza allo spirito e al pensiero del giornalista lucchese e a quello del suo settimanale. Ambedue, infatti, hanno fondato il loro impegno professionale sul rispetto della verità giornalistica e sull’insegnamento di Tocqueville per una cultura politica ispirata all’idea di libertà come diritto individuale. Al professor Quaglieni, invece, il merito di aver riproposto all'attenzione dei lucchesi la figura e il ruolo di Pannunzio come giornalista e la bruciante attualità della sua lezione, da “laico direttore di coscienze”, secondo la felice espressione di Arrigo Benedetti. Un giornale che s'impose subito per la forte attenzione a temi civili e per le numerose campagne contro il malcostume politico e sociale dell'epoca, dalla speculazione edilizia all'intreccio tra politica e economia. Il settimanale contribuì a rinnovare la società italiana, attraverso l'impegno culturale e politico di Pannunzio, il suo rigore civile e morale, come uomo che aveva fatto della crociana “religione della libertà” il suo credo.

Nadia Davini

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