Gioco
Ricorso al Tar contro la chiusura di tanti uffici postali nei paesi
Capannori, il presidente di Uncem annuncia in consiglio comunale la volontà di dare battaglia legale I tagli saranno operativi dal 13 aprile, i sindaci dei 63 comuni coinvolti chiedono a Renzi di intervenire
CAPANNORI. La notizia più importante arriva alla fine del consiglio comunale straordinario sulla chiusura degli uffici postali con il presidente di Uncem Oreste Giurlani che annuncia ricorso al Tar con richiesta di sospensiva del piano di ridimensionamento annunciato da Poste. Venerdì 27 incontro a Firenze in Regione tra tutti i sindaci dei 63 comuni pronti a fare fronte comune. Una battaglia legale, come ultima soluzione. La riorganizzazione dell'azienda pubblica, secondo fonti sindacali, sarebbe operativa dal 13 aprile. Un no fermo e deciso al piano di ridimensionamento proposto da Poste Italiane, che la scorsa settimana ha disertato l'incontro organizzato in Provincia, è arrivato da Capannori, nell'assemblea aperta anche ai rappresentanti degli altri enti locali, che ha approvato un ordine del giorno in cui si chiede «a Regione e Governo di aprire un tavolo di concertazione tra Poste e le amministrazioni locali per avviare una discussione al fine di scongiurare la possibile chiusura degli uffici postali».
Sarebbero i cittadini più deboli e gli anziani a subire i disagi più forti per la chiusura degli uffici postali di S.Ginese, Pieve di Compito, San Colombano, Vorno e Lappato e la riduzione delll'orario di apertura settimanale (da due giorni ad uno) a Matraia nel Capannorese, già colpito dalle chiusure di Ruota e San Gennaro, oltre a Mologno e Castelvecchio Pascoli nella MediaValle.
In gran parte residenti di frazioni collinari costretti a spostamenti, anche di qualche chilometro, per andare all'ufficio più vicino per la riscuotere la pensione e pagare le bollette. Non ci stanno i paesani delle frazioni penalizzate presenti in sala, dal Compitese («con l'ufficio di Colle a rischio di collasso» dicono alcuni cittadini) al comitato di Valpromaro. Determinato il sindaco Luca Menesini: «Non possiamo accettare la drastica chiusura di cinque uffici postali sul nostro territorio, da 20 a 15». Il consigliere regionale Ardelio Pellegrinotti ha ricordato come la Toscana sia già stata fortemente penalizzata dai tagli di Poste nel 2012. Nel dibattito sono intervenuti diversi consiglieri di maggioranza che hanno evidenziato come «la scelta di Poste sia stata unilaterale, non concordata con gli enti locali» e contestano la strategia «dettata da motivi economici dell'azienda nonostante bilanci in attivo, penalizzando un servizio pubblico e sociale». Inoltre si evidenziano i disservizi causati dal ritardo nella consegna della corrispondenza in diverse frazioni (nel Compitese manca anche il servizio di bancoposta). L'opposizione si domanda come«“mai se ne parla solo ora quando era già stato tutto deciso, anche dal governo Renzi?». In alternativa il consiglio comunale indica altre strade, come i punti Ecco Fatto per colmare lo smantellamento degli uffici postali nelle zone collinari e montani.
Nicola Nucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
