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Lucca

Lava un tappeto in strada: arriva la multa di 77 euro

Barbara Antoni
Lava un tappeto in strada: arriva la multa di 77 euro

Lucca: “Atti vietati sul suolo pubblico” imputati al Ciclo Divino in via Rosi. La sanzione è stata elevata dai vigili in base a un regolamento del 1943

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LUCCA. “Colto in flagrante” mentre lava il tappeto davanti al suo locale - Il Ciclo Divino in via Michele Rosi - e multato: 77 euro per “atti vietati sul suolo pubblico” in base a un regolamento di polizia urbana del Comune di Lucca che risale al 1943.

Sono rimasti sbigottiti i titolari del locale, Ivan Massei e il socio Martino Tonetti, quando hanno visto arrivare il verbale. Anche perché, spiega Massei, «da come si era configurato l’episodio pensavamo che gli agenti avessero espresso un ammonimento. Io non c’ero, c’era il mio socio. Se volevano multare il locale potevano averlo fatto subito, invece il verbale è arrivato un mese dopo».

I fatti risalgono al 22 gennaio 2015. Alle 14,50 due agenti di polizia municipale passano da via Michele Rosi. Come è spiegato nel verbale «Tonetti effettuava lavori sul suolo pubblico consistenti nel lavaggio con acqua e idropulitrice. Lo stesso si adoperava per il ripristino dello stato dei luoghi togliendo il tappeto lavato adagiato su due sedie occupando la sede stradale». Sul verbale è specificato che la contestazione è stata immediata, così come la stesura del verbale (arrivato ieri).

«È vero - conferma Massei - avevamo lavato il tappeto, dimensioni circa un metro per due. Abbiamo invaso il suolo pubblico? Teoricamente sì, lo fa chiunque lavi ad esempio davanti alla sua porta».

Costerà 77 euro al locale in via Rosi (sanzione in misura ridotta di 50 più 27 di spese di notifica se il pagamento avverrà entro sessanta giorni dalla notifica) l’occupazione del suolo pubblico per lavare un tappeto. Lo stabilisce, spiega la polizia municipale, l’articolo 5 del titolo IX del regolamento del 1943 che recita così: «Sul suolo pubblico è proibito lavare e pulire auto, finimenti e utensili che si usano nelle stalle e nelle rimesse (capo b)» ma anche «stendere biancheria, panni filo eccetera lungo le vie pubbliche, le piazze e i viali della città (capo h)».

La lista di divieti promulgata nel ’43 riguardanti il suolo pubblico è lunga: è proibito anche, tra le altre, «mostrarsi in abbigliamento o atteggiamenti che possano offendere la decenza e il pubblico decoro», piuttosto che tostare il caffè, ferrare animali, compiere qualsiasi tipo di lavori.

I titolari del locale multato decideranno se pagare i 77 euro o fare ricorso. «Non è la prima volta - dice Massei - che ci vediamo arrivare una multa un mese dopo la contestazione. È successo anche un po’ di tempo fa: una sanzione da tremila euro per aver superato, alle 19, con la musica di tre decibel il limite previsto. Se ce lo avessero detto subito quando sono venuti a misurare il suono avremmo potuto discutere se era originato tutto dalla nostra musica o se i tre decibel in più provenivano dai rumori in strada. A questa multa abbiamo fatto ricorso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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