Il dolore
Indagato coordinatore regionale di Casapound
LUCCA. Misura cautelare dell’obbligo di dimora per Fabio Barsotti, 33 anni, lucchese, coordinatore regionale di Casapound Italia e appartenente al gruppo ultras della Lucchese denominato «Banda...
LUCCA. Misura cautelare dell’obbligo di dimora per Fabio Barsotti, 33 anni, lucchese, coordinatore regionale di Casapound Italia e appartenente al gruppo ultras della Lucchese denominato «Banda Thevenot», accusato di rissa assieme ad altri otto appartenenti al movimento di estrema destra e quattro del gruppo anarco-antagonista «Binario 68 occupato». Stando all’ordinanza del gip di Lecce il coordinatore di Casapound venne coinvolto in una maxi rissa avvenuta nella notte tra il 4 e il 5 settembre del 2014 a Lecce, mentre nella cittadina vicina di Sturbo si teneva una festa nazionale del movimento. L’inchiesta è stata diretta dalla procura di Lecce e affidata alla Digos locale che ha informato i colleghi di Lucca, Arezzo, Bologna, Pistoia, Parma, Milano e Torino che hanno svolto accertamenti sui giovani di Casapound residenti nelle rispettive province di competenza e che avrebbero partecipato alla zuffa.
Assieme a Barsanti sono indagati per lo stesso reato altri otto iscritti e tra loro - anche lui raggiunto dall'obbligo di dimora - un simpatizzante di Monsummano Terme, Andrea Buonamici di 23 anni che nella rissa rimase ferito. Tra gli indagati c’è anche Guido Giuseppe Giraldi, 24 anni, detto «Il Cileno», residente a Sesto Fiorentino, ritenuto dalla Digos vicino al gruppo ultras «Banda Thevenot».
I fatti. Stando all'ordinanza del gip di Lecce, la violenta rissa avvenne in una traversa della centralissima piazza Sant'Oronzo tra due gruppi contrapposti: otto di Casapound e quattro frequentatori del centro anarco-antagonista Binario 68 occupato. Alla rissa, secondo l’accusa, parteciparono una settantina di persone che non furono subito individuate perché le forze dell'ordine quando arrivarono nel luogo trovarono solo i segnali della battaglia: macchie di sangue, arredi danneggiati, pietre, cocci di bottiglia.
Lo scorso 28 gennaio, sempre da Lecce, è stato notificato un decreto di conclusione delle indagini preliminari a 38 appartenenti all'area politica antagonista, provenienti anche da altre province, che il pomeriggio del 6 settembre diedero vita ad una contro manifestazione con corteo non autorizzato.
La difesa di Barsanti. Il coordinatore regionale di Casapound si difende dalle accuse: «Sul piano giuridico attraverso il nostro legale chiederemo la revoca della misura cautelare al tribunale del Riesame. Gli otto indagati sono tutti incensurati e ci viene contestato impropriamente il pericolo di reiterazione del reato. Per quanto riguarda i fatti fummo aggrediti da un numero largamente superiore di antagonisti. Noi eravamo in dodici e cercammo di difenderci. Tra l’altro uno degli antagonisti indagati è lo stesso che ha danneggiato l’auto di Salvini a Bologna». (l.t.)
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