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Lucca

Il rebus della ex Cavallerizza ducale

Il rebus della ex Cavallerizza ducale

“Contesa” tra Real Collegio e Demanio, va a pezzi. Da definire anche il futuro di Palazzo Pretorio

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LUCCA. Il complesso di Sant’Agostino e, in parte, anche quello del Real Collegio sono all’interno della vasta partita fra enti locali e Demanio per la cessione di molti immobili di proprietà dello Stato a province e comuni. Anche a Lucca sono tante le situazioni che si sono concluse o che sono tutt’ora in corso. Una fra le più importanti riguarda l’ex Cavallerizza ducale sul retro del Real Collegio, che la Provincia ha richiesto per farne una palestra e un centro servizi a disposizione delle scuole del centro storico e, al pomeriggio, di chi frequenta le Mura. Facendo parte del “demanio storico-artistico” anche questa struttura è soggetta a un piano di valorizzazione, che dovrà essere stilato da Palazzo Ducale con indicazione precisa di destinazioni e fonti di finanziamento. Ma c’è una complicazione ulteriore: il terreno della Cavallerizza, infatti, appartiene a Real Collegio, mentre l’edificio è demaniale. Bisognerà, dunque, sbrogliare anche questo nodo burocratico prima di ottenere una nuova destinazione della Cavallerizza, che attualmente è cadente e, all’interno, ha visto la crescita di un vero e proprio boschetto.

Altra partita aperta è quella di palazzo Pretorio, che è stato richiesto sia dal Comune che dalla Provincia: il Demanio ancora non ha deciso. Su questo prestigioso palazzo, dato per scontata la permanenza della sede dell’Autorità di Bacino del Serchio, l’idea propugnata dalla Provincia è di fare la sede di rappresentanza della Prefettura. Magari, in una prospettiva più ampia, da abbinare con quelle di Comune e Provincia, mentre gli uffici degli enti rimarrebbero nelle attuali collocazioni. Un risiko dei palazzi del potere, dunque, che si incrocia anche con il futuro della questura (destinata ad andare al campo di Marte) e con la necessità della prefettura di lasciare i saloni monumentali di Palazzo Ducale, diventati ormai troppo onerosi per rispettare i vincoli imposti dalla spending review.

Altre situazioni, più semplici, sono state definite: è il caso del giardino dietro il Genio civile in via Santa Chiara che è stato assegnato al Comune (che vi ricaverà anche degli “orti sociali”), mentre le sedi del liceo classico, dell’istituto Passaglia e del “Cantiere” dello stesso Passaglia vanno alla Provincia. (l.c.)

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