Sicurezza
Muore nella macchina finita contro un albero
La vittima è una cuoca che stava tornando a casa dopo il turno di lavoro nel ristorante Erasmo. Il tragico impatto nel rettilineo nei presi di Anchiano
LUCCA. Nuovo tributo di sangue sulla statale del Brennero. Dopo i decessi di Jacopo Pantaleoni, 24 anni, studente di Marlia, e Lorenzo Vannelli, 43 anni, piastrellista di Altopascio, nella notte tra sabato e domenica ha perso la vita Lauretta Daviddi, 66 anni, da vent’anni aiuto cuoca nello rinomato ristorante «Erasmo» a Ponte a Moriano. Viveva da sola in una casa a Chifenti di Borgo a Mozzano.
Il locale è pieno per la cena di San Valentino e sono le 23,35 quando Lauretta saluta i suoi datori di lavoro. Come ogni sera, sale sulla sua Lancia Ypsilon bianca per raggiugere la sua abitazione. Prima di partire però si ferma un attimo con la madre della titolare a vedere la televisione.
«Mi hanno detto - racconta al telefono, ancora sotto choc, la sorella Fiorella, 63 anni, che vive a Castel del Lago in provincia di Perugia - che non era la solita Lauretta. Era pallida, forse non si sentiva bene. Conoscendola e sapendola prudente e coscienziosa al volante, nessuno mi toglie dalla testa che l’incidente possa essere stato provocato da un malore improvviso».
Sta di fatto che Lauretta Daviddi nella casa dove ha vissuto da bambina con i genitori - il padre, da tempo scomparso, è stato per decenni capotreno a Bagni di Lucca - non fa ritorno. La sua vita si conclude all’altezza dello stabilimento dell’Italvetro nelle vicinanze di Anchiano.
L’incidente. Sta piovendo a dirotto sulla Lucchesia quando l’aiuto cuoca, alla guida della sua macchina, in un tratto rettilineo della statale del Brennero perde il controllo del mezzo che si schianta contro un grosso albero. A dare l’allarme è un automobilista che si rende subito conto delle gravissime condizioni in cui versa la donna, che non risponde alle sollecitazioni. Ad estrarla dall’abitacolo sono i vigili del fuoco. L’ambulanza inviata dalla centrale operativa del 118 è già pronta per caricarla e trasferirla all’ospedale San Luca. È passata da poco la mezzanotte. Per circa un’ora i medici cercano di strapparla alla morte. Ma è tutto inutile: Lauretta Daviddi non si riprenderà più.
I funerali. Per volontà della sorella Fiorella - l’unico parente (Lauretta era separata e non aveva figli) - la donna verrà sepolta nel cimitero di famiglia accanto ai genitori. I funerali sono stati fissati oggi alle 14 nella chiesa parrocchiale di S. Maria Maddalena a Villastrada Umbra nel comune di Castiglione del Lago. Struggente il ricordo della sorella: «Da quando sono tornata al paese natale ci vedevamo poco, ma ci sentivamo almeno una volta al mese. L’ultima volta è stata subito dopo Capodanno. Lei era tornata da un viaggio a Praga con una sua amica e mi raccontava delle bellezze della città. Era felice ed entusiasta. Una donna solare, ma molto riservata. Da giovane, oltre ad essere una brava cuoca, era una grande appassionata d’arte e si dilettava nella pittura. Aveva un bel tocco d’artista. Poi, per motivi di necessità, ha dovuto abbandonare e da tantissimi anni lavorava al ristorante Erasmo dove era diventata una di famiglia. Le volevano bene e lei era riconoscente». Ad avvertirla della morte della sorella sono stati i carabinieri del radiomobile che hanno rilevato il sinistro: «Erano le 4,20 quando mi hanno avvertito al telefono. Ci tengo a ringraziare soprattutto il maresciallo Damiani per la cortesia, la gentilezza e il tatto usato nei mie confronti in un momento così difficile per me. Si sono adoperati in tutto e per tutto anche per sbloccare le pratiche per il funerale».
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