Il Tirreno

Lucca

MAXI RISSA

Denunciato il coordinatore lucchese di Casapound

Obbligo di dimora per due attivisti lucchesi di Casapound
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Obbligo di dimora per due attivisti lucchesi di Casapound

Per l'accusa il giovane fu coinvolto negli scontri avvenuti a Lecce nel settembre 2014 con un gruppo di antagonisti. La Digos ha notificato un provvedimento di obbligo di dimora. Nei guai anche un ragazzo di Monsummano.

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LUCCA. Obbligo di dimora per il coordinatore lucchese di Casapound Italia, Fabio Barsanti, 33 anni, che, stando all'accusa, venne coinvolti in una maxi rissa avvenuta nella notte tra il 4 e il 5 settembre del 2014 a Lecce mentre nella cittadina vicina di Sturbo si teneva una festa nazionale del movimento. Un inchiesta diretta dalla procura di Lecce e affidata alla Digos locale che ha informato i colleghi di Lucca, Arezzo, Bologna, Pistoia, Parma, Milano e Torino che hanno svolto accertamenti sui giovani di Casapound residenti nelle rispettive province di competenza e che avrebbero partecipato alla zuffa. Assieme a Barsanti sono indagati per lo stesso reato altri undici iscritti e tra loro - anche lui raggiunto dall'obbligo di dimora - un simpatizzante di Monsummano Terme, Andrea Buonamici di 23 anni.

 

Stando all'ordinanza emessa dal giudice delle indagini preliminari di Bari, la violenta rissa avvenne in una traversa della centralissima piazza Sant'Oronzo tra due gruppi contrapposti: otto di Casapound e quattro frequntatori del centro antagonista Binario 68 occupato. Ai due lucchesi la misura è stata notificata dalla Digos della questura di Lucca.

Stando all'accusa alla rissa parteciparono una settantina di persone che non furono subito individuate perché le forze dell'ordine quando arrivarono nel luogo trovarono solo i segnali della battagliai: macchie di sangue, arredi danneggiati, pietre, cocci di bottiglia.

Alla manifestazione di Casapound a Surbo tra il 5 e il 7 settembre 2014 parteciparono circa 400 militanti. E in concomitanza gruppi antagonisti e anarchici provenienti anche da altre province misero in atto una serie di contromanifestazioni alcune delle quali con comportamenti penalmente rilevanti, compresi danneggiamenti e occupazione per oltre un'ora della stazione ferroviaria. Lo scorso 28 gennaio, sempre da Lecce, è stato notificato un decreto di conclusione delle indagini preliminari a 38 appartenenti all'area politica antagonista, provenienti anche da altre province, che il pomeriggio del 6 settembre diedero vita ad una contro manifestazione con corteo non autorizzato che attraversò numerose vie del capoluogo salentino

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