Centinaia di firme per salvare gli uffici Pt del comune di Barga
I cittadini si stanno mobilitando e procede spedita la petizione contro il piano delle chiusure Prende piede l’ipotesi di trasferire altrove i depositi. Il sindaco Bonini: «La battaglia andrà avanti»
BARGA. Oltre 600 firme polverizzate in poche ore, ma soprattutto l'ipotesi di un massiccio ritiro di capitali per andare in altri Comuni o depositare soldi in banca anziché nei Bancoposta, e una mobilitazione senza precedenti che darà ancora più forza al sindaco Marco Bonini, deciso a non far sconti sulle chiusure degli uffici postali sul territorio comunale.
La petizione partita sabato pomeriggio nei paesi di Mologno, San Pietro in Campo, Castelvecchio Pascoli e Filecchio, sta dando i risultati attesi, confermando come la gente di queste frazioni (che in totale fanno circa 2.400 abitanti, ossia più di un quinto dell'intero comune) non ci sta a perdere i servizi essenziali. Coordinatori della raccolta di firme sono i vari comitati paesani e i consiglieri delegati alle frazioni.
E così, già ieri pomeriggio, si è superata la soglia delle seicento sottoscrizioni contro la scongiurata chiusura, paventata dai vertici di Poste Italiane, degli sportelli di Mologno e Castelvecchio, e l'apertura di un solo giorno a settimana di quello di Filecchio. La gente comune, fatta di aziende, pensionati, semplici cittadini, ha dunque raccolto l'appello del primo cittadino. «Mi fa piacere - dice Bonini - che la popolazione stia rispondendo bene alla raccolta di firme mettendoci nomi e faccia. Non avevo dubbi, vista l'importanza dell'argomento, ma questa iniziativa è un atto da presentare all'azienda. Con la sinergia tra istituzioni e cittadini, la battaglia andrà avanti. Non abbasserò certo la guardia».
Quindi, linea dura, come afferma Bonini: «Barga ha già pagato un prezzo alto con le precedenti razionalizzazioni, ora basta, visto che è il più popoloso comune della Valle del Serchio, e ha un vasto territorio. E poi non ci sono solo i casi di Castelvecchio e Mologno. Anche per Filecchio, l'eventuale apertura di un solo giorno a settimana, diventerebbe di fatto l'occasione per un altro sportello da chiudere definitivamente».
La questione è complessa perché il punto di Mologno (sito nella stazione ferroviaria) serve gli abitanti e le aziende di Mologno, San Pietro in Campo e anche dei centri dall'altra parte del Serchio, in primis Gallicano e Molazzana. Ma, a livello organizzativo, l'ufficio è un distaccamento di Barga Centro, con una soluzione adottata nel 2006 per evitare un'assurda chiusura.
Molti utenti anche non barghigiani hanno aperto conti correnti proprio per la baricentricità di Mologno, e un eventuale smantellamento potrebbe portare ad un massiccio ritiro di capitali, con devastanti effetti a catena su tutto il sistema di Poste Italiane. Non è una minaccia, bensì l'ipotesi che molti cittadini iniziano ad esplorare. Stesso discorso per Filecchio, succursale dell'ufficio di Fornaci, l'unico sul territorio aperto anche di pomeriggio. Dopo la chiusura di Ponte all'Ania, i residenti della frazione sul fondovalle hanno scelto di usare lo sportello di Filecchio e quello di Piano di Coreglia. Eintanto la raccolta di firme continuerà per i prossimi giorni, e sarà presentata al tavolo delle trattative tra le istituzioni interessate e i manager di Poste Italiane.
Nicola Bellanova
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