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L'INIZIATIVA

Un sms al volante può spezzare la vita

di Rossella Lucchesi
Un sms al volante può spezzare la vita

Lucca: monito nella prima lezione sulla sicurezza stradale organizzata da “Il mondo che vorrei”. Cento studenti in platea

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LUCCA. Le immagini forti di incidenti, le auto distrutte, i corpi sull’asfalto. Un messaggio di per sé, un monito sulla sicurezza stradale, unico modo per cercare di evitare tragedie purtroppo all’ordine del giorno o quasi. Tanta persone, tanti giovani, hanno seguito l’incontro sulla sicurezza stradale nella chiesa di San Franceschetto, l’avvio - per quest’anno - del progetto rivolto agli studenti, da otto anni portato avanti da Celestino Marchini e intitolato al figlio Claudio, rimasto ucciso con un amico nel maggio 2002 da un pirata della strada mentre attraversava a piedi, sulle strisce pedonali, la circonvallazione di Lucca.

Tre ore intense con un centinaio di studenti dell’Isi Machiavelli accompagnati dagli insegnanti e dalla preside Iolanda Bocci, che hanno seguito con attenzione l’incontro, iniziato con il racconto di Marchini sulla tragica vicenda costata la vita al figlio a cui ha intolato l’associazione che presiede. Col supporto di Giuseppe Deledda, già comandante del reparto operativo dei carabinieri di Lucca che da tempo collabora con Marchini al percorso educativo che coinvolge studenti delle terze medie in procinto di prendere il patentino e delle seconde superiori, i ragazzi hanno assistito a una lezione di notevole effetto emozionale, con video su incidenti e musiche d’impatto.

«Situazioni evitabili - sottolinea Marchini - se si osservano le norme di sicurezza e si riesce a fare un lavoro di prevenzione che porti a prendere coscienza delle conseguenze che possono derivare da un attimo di distrazione per inviare un messaggino al cellulare o dal mettersi alla guida dopo aver bevuto o usato sostanze stupefacenti». Se il conducente minorenne di un motorino viene sorpreso con un minimo tasso di alcol nel sangue per lui i tempi della patente si allungano dai 18 ai 21 anni.

Rispettare le regole della strada equivale anche ad allacciare le cinture di sicurezza e mantenere la distanza necessaria tra i mezzi, senza dimenticare, aggiunge Marchini, che è pericoloso anche indossare cuffie al volante perché impediscono di recepire rumori e voci dall’esterno. Prevenzione significa anche indossare sempre il casco integrale e regolarmente allacciato prima di salire sul motorino che per la sua stabilità, non deve mai essere “truccato”.

Senza battere ciglio la platea ha seguito il video in cui Giorgio Panariello lancia ai giovani un appello accorato, ricordando loro la massima prudenza. Le statistiche parlano chiaro e stabiliscono che la velocità è la causa del 60% degli incidenti; riportano anche, dice Marchini, che sono in forte aumento le ragazze che abusano di alcol, mentre l’età dei minorenni dediti all’uso di sostanze alcoliche è e scesa ai dodici anni.

«Alcol e guida non vanno d’accordo e anche un solo drink può offuscare la mente e i riflessi», precisa Deledda che ricorda le conseguenze devastanti dell’alcol sul fegato e invita ad adottare comportamenti virtuosi: non far mai guidare la macchina a chi ha bevuto.

Sullo schermo di San Franceschetto scorrono vignette che raccontano tragedie quotidiane, lo strazio delle famiglie di tanti giovani strappati alla vita: l’obiettivo è indirizzare i ragazzi a comportamenti corretti. Ad esempio di notte: a chi cammino o viaggia in bici è sempre consigliabile indossare indumenti fosforescenti; se la strada è buia meglio rendersi visibili anche con luci intermittenti.

L’incontro si è concluso con la simulazione di primo soccorso da parte di alcuni volontari della Croce Verde e con il ringraziamento di Deledda a Marchini che «è riuscito a trasformare una tragedia personale in una missione che, grazie all’uso di un linguaggio forte e consapevole e di educazione alla sicurezza e alla legalità, sta facendo veri miracoli tra i ragazzi». Prossimo appuntamento il 21 febbraio all’istituto Civitali. In tutto saranno dodici.

 

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