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Studi sul colera, previsti altri scavi

Studi sul colera, previsti altri scavi

Report sulle ricerche condotte nel cimitero di Badia Pozzeveri illustrato in California. Abbazia, parte il restauro

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ALTOPASCIO. Sono stati al centro di un convegno dell’Associazione americana per l’avanzamento delle scienze a San Jose in California i primi risultati dello studio sui resti di vittime del colera di metà Ottocento rinvenute negli scavi condotti nel cimitero dell’abbazia di Badia Pozzeveri. La relazione è stata illustrata dall’antropologo Clark Spencer Larsen, che nelle ultime due estati ha partecipato in prima persona agli scavi insieme a un gruppo di studenti americani e pisani. All’origine della scoperta sulla presenza di corpi di vittime del colera nel piccolo cimitero dell’abbazia camaldolese c’è lo studio del professor Gino Fornaciari della facoltà di paleoantropologia di Pisa.

Due anni fa la rivista Science ha dedicato una copertina a questo studio. E prossimamente non è escluso che siano i suoi risultati a guadagnarne una seconda. «Se troviamo il Dna del batterio del colera, potremmo capire come si è evoluto e confrontarlo con quello attuale. È il primo passo per trovare una cura», ha affermato il prof. Larsen nel suo intervento in California.

[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.10871350:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2015/02/15/news/il-segreto-dell-evoluzione-del-colera-in-un-antico-cimitero-studiato-da-ricercatori-pisani-1.10871350]]Dal 2011, spiega il sindaco di Altopascio Maurizio Marchetti, la frazione di Badia Pozzeveri «ospita da metà giugno ad agosto decine di studenti pisani e americani, questi ultimi vengono alloggiati nelle scuole del posto. Si è creato un ottimo rapporto fra gli studiosi e la popolazione locale. Li aspettiamo anche il prossimo giugno». Il Comune con il contributo della Fondazione Crl, spiega il sindaco, riesce a far fronte all’accoglienza degli studenti per gli scavi. C’è una novità, adesso, che riguarda l’abbazia camaldolese, da anni vuota e in declino. «Abbiamo sottoscritto un contratto di comodato con la proprietà dell’abbazia, cioè la diocesi di Lucca, che l’ha concessa al Comune per cinquant’anni - spiega Marchetti -. Nel frattempo cominceremo a restaurarla. Abbiamo a disposizione un budget di settecentomila euro, fra contributi comunali, della Regione e della Fondazione Crl. I progetti ci sono. Presto partiranno i lavori». (b.a.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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