Il Tirreno

Lucca

ALLE ORIGINI DELLE TRAGEDIE

Il commento - La strada maledetta e le promesse non mantenute

Luca Cinotti
Il commento - La strada maledetta e le promesse non mantenute

L’adeguamento di un’arteria vitale per tutta la piana di Lucca come la Statale del Brennero, soprattutto nel micidiale tratto Ponte a Moriano-Lucca, non è più rinviabile

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LUCCA. Jacopo e Lorenzo (a cui ora si aggiunge Lauretta) sono gli ultimi anelli di una lunga catena di dolore forgiata su quella che, nel linguaggio a volte brutale del giornalismo, è una strada-killer. Ma sono pure i frutti di anni (quando non di decenni) di promesse e di progetti presentati e mai messi in opera, di belle parole sulla sicurezza stradale che alla fine rimangono - appunto - solo chiacchiere. Da parte di Anas, degli enti pubblici, degli amministratori.

L’adeguamento di un’arteria vitale per tutta la piana di Lucca come la Statale del Brennero, soprattutto nel micidiale tratto Ponte a Moriano-Lucca dove ha trovato la morte Jacopo Pantaleoni non è più rinviabile. Il progetto, bene ricordarlo, esiste. È compreso all’interno dei nuovi Assi viari e prevede l’ampliamento del Brennero da lato del Serchio, fra il ponte Dalla Chiesa e il nuovo attraversamento che sarà costruito dalla Provincia.

Eppure proprio questa parte del progetto è stata “cassata” dall’ultima versione del “primo stralcio” proposta dall’Anas. Questione di soldi, ha detto la società proprietaria della strada in una lettera a Provincia e Regione: i soldi a disposizione (in attesa del via libera dal Cipe) sono al momento 78 milioni (61 dallo Stato, 17 dalla Regione). Per realizzare l’asse Nord-Sud, l’asse Est-Ovest (dal Frizzone ad Antraccoli), il collegamento da Antraccoli al San Luca e l’ampliamento del Brennero (che tutti insieme costituiscono il primo lotto) ne servirebbero altri otto.

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E per questo si è deciso di sacrificare proprio la messa in sicurezza della Statale 12. Ora, è vero che nei rapporti fra Anas ed enti territoriali ci sono stati anche “forzature” per cercare di smuovere situazioni incagliate da tempo. Ed è vero che la stessa Anas prevede di cercare (e trovare) a breve i soldi mancanti. Ma l’impressione (e il rischio) di trovarsi di fronte a un’ennesima prova di buone intenzioni destinate a sgonfiarsi con il passare dei mesi è forte.

Anche perché ancora non si vede traccia della riunione del Cipe che dovrebbe dare il via libera al progetto, che il presidente della Regione EnricO Rossi vedeva a gara già entro dicembre scorso, coi cantieri aperti in estate 2015.

Le promesse se le porta via il vento, il dolore, purtroppo, rimane su questa povera terra.

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