Il Tirreno

Lucca

Tortelli e pane tra i vestiti di alta moda

di Flavia Barsotti
Tortelli e pane tra i vestiti di alta moda

Via Fillungo per una volta si trasforma nella strada del gusto con le prelibatezze di chef e artigiani della cucina

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LUCCA. Chi avrebbe immaginato di entrare alla libreria Ubik ed imparare a tirare la sfoglia come una volta, con mattarello ed olio di gomito? Chi avrebbe pensato ad un aperitivo alternativo nel negozio Tenucci? Eppure, grazie all'iniziativa ideata da Fausto Borella, dal Canto d’arco fino all'altezza di piazza Anfiteatro, artigiani, chef e produttori delle eccellenze enogastronomiche italiane, si sono incontrati e fatti conoscere in un contesto del tutto particolare.

A mettere a disposizione il loro spazio, molti dei negozi situati in via Fillungo, rinominata per l’occasione “Strada del gusto”, in un contesto di stretta collaborazione che, già dalle prime ore, ha attirato diversi curiosi. A parlarcene, sono gli stessi commercianti e i titolari delle aziende ospitate che, anche per la giornata di oggi, dalle 18 alle 21, distribuiranno al pubblico assaggi delle loro preparazioni.

«Sono tantissimi i ragazzi che si fermano a guardare – racconta Erica Troni del Pastificio “La Sfoglia d’Oro” di Sant'Anna, mentre stende e impasta nella vetrina della libreria – Molti di loro fanno domande: non hanno mai visto come funziona questo lavoro. Di solito si utilizzano le macchine: fare tutto a mano, è cosa rara».

Chiunque passi da lì, infatti, non può che fermarsi almeno un istante. «Abbiamo deciso di offrire ai clienti i nostri tortelli conditi con olio e parmigiano, per restare così legati al tema centrale della manifestazione», afferma il titolare del pastificio, Massimiliano Venturelli .

Riconoscere le attività aderenti, è molto semplice: basta affidarsi ai numerosi totem collocati all'ingresso degli stessi negozi. Alla Pinko, ad esempio, si assaporano formaggi, curiosando fra le novità dell’abbigliamento femminile ed entrando in contatto con una storia d’altri tempi, d’amore e di generazioni a confronto.

Romina Marovelli, dell’omonimo Caseificio di San Romano in Garfagnana, infatti, offrendo un assaggio del “Bagiolo”, il suo formaggio in crosta fiorita, realizzato con latte di mucca, ci racconta di quel nonno, l’ideatore e il fondatore dell’azienda. «Era un tipo espansivo, spontaneo e affettuoso. Lo era con tutti, anche con mia nonna che si mostrava, invece, tutta d’un pezzo. Il “bagiolo”, come abbiamo chiamato la nostra creazione, in suo ricordo, era per lui quel bacio che tanto amava darle».

Anche al negozio Tenucci, si espone il bello delle antiche tradizioni. «Il nostro è un pane fatto con grano Verna –afferma Marco Menchetti del Panificio Menchetti – coltivato e macinato a pietra in Valdichiana, impastato solo con lievito madre naturale e poi spianato a mano: il risultato del saper fare e della passione di tre generazioni».

Un pane che si consuma raffermo, dal secondo al sesto giorno, a basso contenuto di proteine e glutine «che secondo alcuni studi dell’Università di Firenze, ridurrebbe il tasso glicemico».

Sembra essere proprio il grano Verna, il punto di contatto fra Menchetti e lo stand, tutto al femminile, che gli hanno affiancato: anche le ragazze del birrificio lucchese “Birroir”, lo utilizzano per una delle loro creazioni. "Oggi però presentiamo l’ “Isotta” – spiega Elisa Tealdi – chiamata così dal mio soprannome. Le altre, derivano da quelli delle mie colleghe. Si tratta di prodotti non filtrati, né pastorizzati o addizionati con CO2».

«L’idea di integrare in due giorni diverse attività, mi è piaciuta moltissimo – commenta Umberto Tenucci, titolare del negozio – Mi auguro che, nel futuro, possa essere estesa anche ad altre strade».

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