Il Tirreno

Lucca

TURBATIVA D’ASTA E TRUFFA

Polo Fiere, indagato Alessandro Dianda

di Luca Tronchetti
Polo Fiere, indagato Alessandro Dianda

LUCCA. L’ex direttore generale di Lucca Polo Fiere e Tecnologia spa, Alessandro Dianda, è indagato per turbativa d’asta e truffa in relazione all’allestimento dell’aula giudiziaria all’ex Bertolli di...

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LUCCA. L’ex direttore generale di Lucca Polo Fiere e Tecnologia spa, Alessandro Dianda, è indagato per turbativa d’asta e truffa in relazione all’allestimento dell’aula giudiziaria all’ex Bertolli di Sorbano per l’incidente probatorio legato al disastro ferroviario di Viareggio avvenuto il 29 giugno del 2009. Nei giorni scorsi ha ricevuto un avviso di conclusione delle indagini preliminari da parte del sostituto procuratore Fabio Origlio e il suo legale, avvocato Sandro Guerra, ha già ritirato le oltre 800 pagine dell’indagine affidata al nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza. Per la procura della Repubblica l’ex direttore generale invece di indire una procedura di evidenza pubblica avrebbe in pratica concordato l’appalto con il suo «fornitore di fiducia»: il titolare della ditta «Light & Sound». Non solo. Stando all’accusa l’ex dg di Lucca Polo Fiere e Tecnologia Spa avrebbe comprato il materiale per allestire l’aula giudiziaria (tavoli, sedie, microfoni, cablaggi, cavi, ecc.) per un importo di alcune centinaia di migliaia di euro facendo pagare quella somma al Comune di Lucca. Adesso Alessandro Dianda ha venti giorni di tempo per farsi interrogare o presentare memorie difensive. Scaduti i termini l’accusa procederà alla richiesta di rinvio a giudizio. Secondo le stime fatte dall'amministrazione Tambellini l'operazione del processo per la strage del treno al Polo Fiere ha prodotto costi per le casse comunali (da compensare con i rimborsi del ministero) di circa 400mila euro all'anno.

Ma Dianda non ci sta e replica alle accuse: «Mi si contesta - dice - di aver fatto un buon affare all’impresa pubblica per la quale ho lavorato (Lucca Polo Fiere e Tecnologia era una società partecipata dal comune di Lucca). Sono pronto a dimostrare come quei reati non siano neppure astrattamente ipotizzabili e rassicuro chi mi è stato vicino e ha creduto in me: non ho mai commesso i fatti che mi sono addebitati e lo dimostrerò nella sede competente, che dubito possa essere quella di Lucca, visto che i migliori testimoni della correttezza del comportamento tenuto da tutti i funzionari e dipendenti di “Lucca Fiere” sono proprio i magistrati del tribunale e della procura».

L’incidente probatorio del disastro ferroviario di Viareggio venne fissato nel marzo e in un mese la società partecipata riuscì ad allestire l’aula giudiziaria negli spazi richiesti dal presidente del tribunale e dal procuratore dotandoli anche di transenne e metal detector.

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