Il Tirreno

Lucca

L’Asl pagherà i 350mila euro

di Luca Tronchetti
L’Asl pagherà i 350mila euro

Chiuso il contenzioso dopo l’azione legale intrapresa per ottenere la provvisionale stabilita dal giudice

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LUCCA. L'Asl pagherà lunedì 16, con assegni circolari, la cifra di 350mila euro a titolo di provvisionale vantata dalla famiglia di Sabrina Baldanzi, la giovane segretaria di 42 anni morta per setticemia il 5 novembre del 2011. La decisione dell'azienda sanitaria arriva ieri mattina verso mezzogiorno, a 24 ore di distanza dalla clamorosa (prima in Lucchesia e tra le prime in Toscana) azione del legale della famiglia che aveva fatto pignorare gli incassi dei ticket (alcune migliaia di euro) al Cup dell’ospedale San Luca.

Avvocato soddisfatto. Gaetano Anastasio, legale delle famiglia delle vittima, è soddisfatto: «Ieri mattina hanno iniziato a chiamarmi verso le 8 e qualche ora dopo mi sono incontrato in tribunale con i legali dell’Asl (avvocati Dorino Tamagnini e Nicoletta Rabiolo). È stato un colloquio positivo. Mi hanno chiesto di soprassedere dall’iniziativa intrapresa assicurandomi (nel pomeriggio anche via email, ndr) che lunedì mattina l’Asl avrebbe fatto trovare pronti gli assegni circolari per l’importo dovuto (350mila euro) sostenendo che si è trattato di un colossale disguido e che la vicenda, anche senza il mio intervento, si sarebbe risolta nel giro di qualche giorno. Io e la famiglia che rappresento siamo contenti della conclusione del contenzioso e ci auguriamo che questa vicenda contribuisca a migliorare il rapporto tra cittadini ed istituzioni che dev’essere chiaro, trasparente e diretto. Che l’intervento messo in atto per ottenere quanto stabilito dal giudice del tribunale con sentenza penale di condanna sia da monito per il futuro affinché non si ripetano situazioni spiacevoli come quella verificatasi mercoledì mattina allo sportello aziendale Cup».

La nota dell’Asl. Sulla vicenda l’Asl interviene con una nota di risposta che ripercorre i fatti: «La vicenda nasce da un giudizio penale di primo grado, l’unico di questo tipo nell’ultimo periodo nei confronti dell’Asl, che ha visto la condanna della stessa e di un suo dirigente medico per un fatto avvenuto nel 2011. Nella sentenza – alla quale l’Azienda ha poi fatto appello in data 30 ottobre 2014 alla Corte d’Appello di Firenze - era stata anche fissata una provvisionale per gli eredi della donna deceduta. Alla luce della esecutività della prima sentenza, l’avvocato degli eredi il 17 settembre 2014 aveva intanto avviato la procedura esecutiva, senza attendere i 120 giorni previsti dalla legge. Per questo l’Azienda ha fatto opposizione all’avvio di tale procedura chiedendone al contempo la sospensione. L’azienda sanitaria lucchese stava comunque valutando di dare applicazione al giudicato di primo grado, come fatto presente dall’ufficio legale all’avvocato nel corso di alcuni colloqui, pur in pendenza di appello e di una possibile assoluzione in secondo grado. La pratica si stava quindi definendo proprio in questi giorni, fra l'altro con alle porte una nuova udienza, fissata da giudice di questa fase esecutiva entro la fine di questa settimana».

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