Sicurezza
SE LA SOLUZIONE É MENDICARE DALLE FONDAZIONI
Oggi contributi per aiutare il Comune a venire incontro alle richieste dei commercianti. E domani? Con quale criterio si dirà di no ad appelli analoghi in favore di altre categorie? E quale parametro...
Oggi contributi per aiutare il Comune a venire incontro alle richieste dei commercianti. E domani? Con quale criterio si dirà di no ad appelli analoghi in favore di altre categorie? E quale parametro sarà utilizzato per assicurare pari trattamento per tutti?
Difficile non porsi questi interrogativi di fronte alla richiesta, a dir poco anomala, che il Comune ha sorprendentemente deciso di fare ad una Fondazione che ha nella sua ragione di essere il sostegno all’arte, alla cultura, al territorio, al sociale. Dopo aver assistito alle critiche che pure non sono mancate per scelte politiche di altre fondazioni che hanno deciso di sostenere lo sviluppo economico finanziando opere infrastrutturali o lavori nelle scuole, disorienta assistere alla scelta - ammesso che la richiesta del Comune venga accettata - di andare incontro alla sia pure legittima e motivata richiesta di una categoria. E se analoghe, legittime richieste, arrivassero in futuro, per dire, dai professionisti? Oppure dagli artigiani? O dagli artisti? O dai coltivatori?
E se richieste del genere fossero reiterate negli anni a venire?
Ma davvero l’amministrazione comunale non sa trovare altre soluzioni per aiutare una categoria in evidente sofferenza?
Non è venuto in mente a qualcuno che il problema per cui il centro storico è sempre più vuoto non è tanto la carenza di stalli di sosta, quanto il loro costo? Se da quando sono aumentati i prezzi i parcheggi in struttura hanno sempre posti liberi, se quelli sulla circonvallazione sono quasi sempre semideserti in viale Giusti e dintorni, a differenza di quando erano gratuiti, davvero si può dire che mancano posti per la sosta?
Certo in altre città, anche vicine, la sosta è ancora più cara. Ma resta un dato di fatto che i lucchesi non residenti dentro le Mura mai hanno accettato di pagare per parcheggiare nella loro città. Soprattutto se si è colpevolmente concesso che dal centro storico se ne andassero quasi tutte le funzioni che obbligavano a frequentarlo in ogni caso. E se, altrettanto colpevolmente, mai niente si è fatto in concreto per incentivare il rientro dei residenti, per due terzi fuggiti verso la periferia negli ultimi sessanta anni.
Invece di mendicare la carità dalle fondazioni, non sarebbe giunto il momento di avviare politiche che risolvano alla radice il problema della sosta e dell’accesso alla città? Dei collegamenti con i mezzi pubblici e le piste ciclabili? Del recupero di funzioni e residenza nel centro storico? Tutti questi impegni erano solo promesse elettorali, come quelle dell’ex sindaco Favilla che aveva vinto le elezioni grazie anche al fortunato slogan dei “mille posti auto gratuiti intorno alla città”?
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