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Lucca

L'Asl pagherà la provvisionale per la donna morta

Il tetto dell'ospedale San Luca dove sarà installata l'antenna Vodafone
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Il tetto dell'ospedale San Luca dove sarà installata l'antenna Vodafone

La decisione dell'azienda a seguito della clamorosa iniziativa della famiglia che aveva fatto pignorare gli incassi del ticket

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LUCCA. L'Asl pagherà lunedì 16, con un assegno circolare, la cifra di 350.000 euro a titolo di provvisionale vantata dalla famiglia di Sabrina Baldanzi, la giovane segretaria di 42 anni morta per setticemia. La decisione dell'azienda sanitaria arriva il giorno successivo alla clamorosa azione del legale della famiglia della vittima, che aveva fatto pignorare gli incassi dei ticket.

La vicenda è stata affrontata dall'Asl anche con una nota di risposta che ripercorre innanzitutto i fatti: "La vicenda nasce da un giudizio penale di primo grado, l’unico di questo tipo nell’ultimo periodo nei confronti dell’Asl, che ha visto la condanna della stessa e di un suo dirigente medico per un fatto avvenuto nel 2011.  Nella sentenza – alla quale l’Azienda ha poi fatto appello in data 30 ottobre 2014 presso la Corte d’Appello di Firenze - era stata anche fissata una provvisionale per gli eredi della donna deceduta. Alla luce della esecutività della prima sentenza, l’avvocato degli eredi il 17 settembre 2014 aveva intanto avviato la procedura esecutiva, senza attendere i 120 giorni previsti dalla legge. Per questo l’Azienda ha fatto opposizione all’avvio di tale procedura chiedendone al contempo la sospensione. L’Azienda sanitaria lucchese stava comunque valutando di dare applicazione al giudicato di primo grado, come fatto presente dall’Ufficio Legale all’avvocato nel corso di alcuni colloqui, pur in pendenza di appello e di una possibile assoluzione in secondo grado".

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La pratica, sostiene la direzione aziendale, "si stava quindi definendo proprio in questi giorni, fra l’altro con alle porte una nuova udienza, fissata da Giudice di questa fase esecutiva entro la fine di questa settimana. Stupisce, quindi, la modalità scelta dall’avvocato di rapportarsi con l’Azienda, decidendo di presentarsi ad una cassa dell’accettazione amministrativa presso il nosocomio per incassare quanto stabilito dalla sentenza e conseguendo un risultato irrisorio rispetto al credito vantato. Questa scelta fa supporre la volontà di dare visibilità mediatica alla vicenda. Se invece si fosse rivolto all’Istituto Tesoriere, percorso più appropriato in casi di questo genere, avrebbe tutelato tutto il credito e quindi i propri clienti".  

Più in generale, conclude la nota, "c’è da sottolineare che dall’1 gennaio 2010, data in cui la Regione ha scelto di intraprendere la strada del pagamento sinistri a gestione diretta, per l’Asl si è registrato un crescente rapporto di fiducia con i pazienti che ha portato ad una forte riduzione delle querele in ambito penale nei confronti dell’Azienda e del proprio personale. E anche nelle cifre pagate direttamente ai cittadini per cause di tipo civile si è registrato un notevole risparmio rispetto al periodo in cui ci si affidava alle compagnie di assicurazione, con importanti premi ed elevate franchigie. La nuova maniera di trattare i contenziosi ha infatti permesso di far risparmiare l’Azienda in termini economici, ma anche e soprattutto di coinvolgere pienamente i medici che sono parte attiva, partecipano alle consulenze tecniche e sono quindi maggiormente responsabilizzati all’interno della gestione clinica. La differenza fondamentale rispetto al passato è che, se è vero che oggi la risorsa finanziaria a fine di risarcimento viene usata correttamente, è altrettanto vero che i sinistri, quando l’Azienda riconosce la propria responsabilità, vengono liquidati in tempi congrui. Questo a conferma della trasparenza e della correttezza dell’Azienda USL 2 nella gestione delle richieste di risarcimento".

 

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