La manifestazione
Giglio, lavoratori in rivolta si prospetta la solidarietà
Dopo il trasferimento di otto impiegati in società partecipate la direzione apre all’ipotesi di ridurre orari e salari oltre che di sospendere l’integrativo
LUCCA. Disposti a trattare sulle otto uscite di impiegati dall’azienda speciale teatro del Giglio a società partecipate dal Comune. Ma assolutamente risoluti a opporsi alle altre richieste avanzate dalla direzione del teatro del Giglio: la sospensione dei benefici contenuti nel contratto integrativo a partire dal primo di aprile 2015 e la prospettiva dell’attivazione dei contratti di solidarietà per tutto il personale rimanente una volta confezionate le otto uscite.
I dipendenti del Giglio non ci stanno. Non vogliono perdere i benefici (economici ma anche in termini di sicurezza sul lavoro) ottenuti in oltre dieci anni di contrattazione progressiva sull’integrativo e non vogliono saperne che dopo l’uscita di otto impiegati per tutti potrebbe aprirsi la prospettiva della solidarietà: meno ore di lavoro e stipendio ridotto per tutti. Domani, dalle 12, i ventisette dipendenti dell’azienda speciale teatro del Giglio (21 impiegati, di cui quattro assunti nel 2014, e sei tecnici addetti al palcoscenico) si riuniscono in assemblea, direttamente in teatro, per discutere con la nuova Rsu (eletta due mesi fa) i contenuti della proposta avanzata dalla direzione del teatro su richiesta, a sua volta, della giunta comunale.
La vertenza ha riunito su un fronte unico i sindacati dei lavoratori, Slc Cgil e Fistel Cisl. I quali in tarda serata ieri fanno sapere che «quello che emerge è il carattere approssimativo di certe proposte: manca la chiarezza su dove l'azienda individua i lavoratori ritenuti in esubero così come mancano le garanzie sull'effettiva praticabilità del passaggio di tali lavoratori in altre società partecipate del Comune o l'utilizzo di strumenti come il contratto di solidarietà ad oggi privo di fondi ministeriali».
«Vengono preventivati - continuano i sindacati - tagli lineari che comporterebbero un risparmio ben oltre le necessità e al tempo stesso si prevede di “investire” su un miglioramento delle attività in senso qualitativo e quantitativo. Con quali risorse professionali? E con quale modello futuro organizzativo? Da mesi l'azienda ha annunciato l'adozione di un nuovo modello organizzativo ma si registra ancora solo molta approssimazione. Come organizzazioni sindacali e Rsu siamo stati i primi a parlare della necessità di un progetto globale che comportasse il risanamento e il rilancio dell'attività della struttura. Le risposte che ci arrivano non hanno questi contenuti. Siamo pronti a un confronto a 360 gradi per arrivare a scelte condivise per il rilancio del del Giglio. Il confronto aperto in via unilaterale, come l'ha definito il direttore, è stato avviato con approssimazione e non crea il clima per una discussione serena».
Barbara Antoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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