Il dolore
Consiglio sul taglio degli uffici postali
Capannori rischia di perdere S. Ginese, Pieve di Compito, S. Colombano, Vorno, Matraia e Lappato
CAPANNORI. La spinosa questione dei tagli di cinque uffici postali nel Capannorese annunciati da Poste sarà al centro di un consiglio comunale straordinario che si terrà mercoledì 18 (la data è ancora ufficiosa). All'assemblea, proposta del sindaco Luca Menesini, che nei giorni scorsi ha anche contattato la direzione provinciale dell'azienda, parteciperanno anche i rappresentanti di altri enti locali ed istituzioni insieme ai quali l'amministrazione capannorese sta conducendo la battaglia per scongiurare l'attuazione del piano di ridimensionamento proposto dall'azienda che ha previsto la soppressione a breve degli uffici di San Ginese, Pieve di Compito, San Colombano, Vorno e Lappato e la ridouzione delll'orario di apertura settimanale (da due giorni ad uno) dell'ufficio di Matraia. Se il piano di Poste Italiane fosse attuato Capannori sarebbe uno dei comuni più penalizzati perché gli uffici postali sul territorio passerebbero da 20 a 15. La fermezza contro i tagli da parte del Comune è stata ribadita nel corso dell'incontro con Anci, Uncem e comuni promosso dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. Una posizione chiara e decisa puntualizzata dall'assessore Gabriele Bove che ha espresso la contrarietà al piano di razionalizzazione di Poste. Forte la presa di posizione espressa dal presidente Rossi, che facendosi carico delle richieste dei primi cittadini toscani, si è preso l'impegno di comunicare alla direzione di Poste Italiane che i tagli in Toscana, dove si prevede la chiusura di oltre 60 uffici, non passeranno. «Ringrazio il presidente Rossi per l'importante impegno che si è assunto – dichiara l'assessore Gabriele Bove - e naturalmente spero che la voce delle istituzioni venga ascoltata, perché è inaccettabile che scelte così importanti per la vita dei cittadini vengano prese unilateralmente senza condividerle con gli enti locali”. Il Comune di Capannori invita ad elaborare un piano alternativo nel caso di una risposta negativa da parte dell'azienda per garantire ai cittadini servizi essenziali come quelli postali senza interruzioni».
Penso al buon esito che ha dato l'esperienza del punto Ecco Fatto che in collaborazione con Uncem, istituito dopo la chiusura dell'ufficio postale di San Gennaro. Proprio questi sportelli potrebbero andare a costituire una soluzione alternativa e a garantire in continuità servizi ai cittadini laddove fossero eventualmente chiusi gli uffici postali”.
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