Il Tirreno

Lucca

«Sanità alla deriva, zitti i sindaci»

di Nicola Bellanova
«Sanità alla deriva, zitti i sindaci»

Simonetti (Molazzana) bacchetta i colleghi: «Un silenzio assordante, come se tutto andasse bene nell’assistenza»

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MOLAZZANA. Se la “patata bollente” degli assistenti sociali sta per volgere al suo lieto fine, lo stallo in tema di politiche sanitarie preoccupa non poco. A lanciare il sasso è Rino Simonetti sindaco di Molazzana e assessore al sociale per l’Unione Comuni Garfagnana. L’ex medico barghigiano non usa certo giri di parole, denunciando l’apatia dei suoi colleghi primi cittadini, che contrasta con l’attivismo e il fermento in altre aree limitrofe: «Dopo la provocazione di tipo squisitamente politico fatta dal sindaco di Sillano, Roberto Pagani e la sua autocandidatura a presidente dell’Articolazione dei sindaci, da dicembre non si è più parlato di servizi sanitari nella Valle, né di ospedale e né di servizi territoriali. Evidentemente, per qualcuno non ci sono problemi, o meglio ci sono ma si conoscono le soluzioni».

Un silenzio assordante che preoccupa Simonetti che, alla luce delle recenti indicazioni e proposte di riordino del sistema sanitario regionale, rischierebbe di vedere la Valle del Serchio accorpata a Lucca, Massa, Pisa e Livorno.

Un disegno di legge è pronto, per ridurre le attuali dodici Asl a sole tre macrounità.

E il presidente della commissione regionale sanità, il coreglino Marco Remaschi, sta percorrendo in lungo in largo la Toscana per spiegare i progetti ed ascoltare proposte:

«Gli unici che non hanno chiamato Remaschi sono stati i miei colleghi sindaci dell’Articolazione zonale della Valle del Serchio – attacca Simonetti -. Questo silenzio fa contenti i sindaci della Piana che continuano a fare i loro interessi, il direttore dell’Asl Polimeni e la Regione che risparmia. I sindaci della Mediavalle guardano con diffidenza quelli della Garfagnana, e viceversa.

«Sembra che qui non abbiamo nessun problema, e si sta facendo una brutta figura dal punto di vista politico primo verso i cittadini, e poi con le altre istituzioni. E penso che questo stallo vada bene a qualcuno, visto che sembra che nessuno voglia occuparsi di sanità. Stiamo facendo una figura meschina, e tutti pensano al proprio orticello».

L’Articolazione zonale non ha ancora un presidente eletto, anche se Marco Bonini, scelto pro tempore a guidare l’organismo intercomunale, sta lavorando faccia a faccia con l’Asl e i territori. Però, le schermaglie, secondo Simonetti, restano e sono deleterie: «La Conferenza dei Sindaci era stata convocata il 2 febbraio, e annullata con poco preavviso, senza motivazioni. Così non si fa programmazione, e quando saremo nell’Area Vasta, la Valle rischierà la marginalità assoluta». La nota positiva, invece, è la positiva situazione del settore sociale. Infatti, l’Unione Comuni Garfagnana ha adottato lo schema di gestione associata con l’Asl, che diverrà operativo non appena tutti i consigli comunali avranno delegato l’ex Comunità montana: «Sarebbe opportuno che anche in Mediavalle si facesse lo stesso – afferma Simonetti -, visto che il servizio coprirà tutto il territorio della zona distretto». Intanto, altra buona notizia, la vicenda delle sette assistenti sociali sballottate tra un ente e l’altro con contratti a termine, sta per trovare una soluzione positiva.

Tra qualche settimana una cooperativa ad hoc che si occupa di sociale dovrebbe assorbire le donne e garantire la continuità assistenziale.

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