Proteste
«Ripetitore, la salute non si baratta»
LUCCA. L'acceso dibattito sulla questione dell'antenna Telecom a S. Alessio ha portato a riaprire il problema generale dell'installazione dei ripetitori di telefonia mobile e di questo si può...
LUCCA. L'acceso dibattito sulla questione dell'antenna Telecom a S. Alessio ha portato a riaprire il problema generale dell'installazione dei ripetitori di telefonia mobile e di questo si può ringraziare sia il Comitato ed i cittadini che si sono mobilitati che il rinnovato impegno di assessore e sindaco che stanno cercando di por rimedio agli errori commessi in questi mesi.
Lo dice Fabio Lucchesi (Ambiente e Futuro), che aggiunge:
«Spesso si mettono in contrapposizione, come se fossero sullo stesso piano ildiritto a "ricevere il segnale" (che si traduce nell'invasione delle antenne per la telefonia mobile) e il diritto alla salute dei cittadini.
«Ebbene rispettiamo le posizioni di tutti ma non è possibile porre sullo stesso piano il diritto a comunicare e il diritto alla salute.
«Lo Iarc, istituto di ricerca sul cancro delle Nazioni Unite, cataloga i campi elettromagnetici come "possibili cancerogeni" e perciò non permette certo ai cittadini esposti alle radiazioni continue di un'antenna di "star sicuri", né basta il parere Arpat che dice che l'antenna rispetta i limiti di legge nazionali: e vorremmo anche vedere che non lo facesse.
«Ambiente e Futuro appoggia la lotta dei cittadini di S. Alessio per la loro salute ed invita l'amministrazione comunale a riprendere la pianificazione dei "siti preferenziali" riconsiderando anche la ri-collocazione del ripetitore di S. Alessio».
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