Attenzione
Prende a picconate la parete, nei guai per danneggiamento
LUCCA. Alla fine dei lavori di ristrutturazione l’imprensario edile ha chiesto al committente un compenso maggiore rispetto alle ventimila euro pattuite. E alla risposta negativa dell’uomo ha...
LUCCA. Alla fine dei lavori di ristrutturazione l’imprensario edile ha chiesto al committente un compenso maggiore rispetto alle ventimila euro pattuite. E alla risposta negativa dell’uomo ha replicato prendendo a picconate la parete della sala dell’abitazione del Capannorese. Poi, come a firmare, lo scempio ha lasciato un biglietto di sapore chiaramente minatorio: «Questo e solo l’inizio se non mi paghi». Un impresario edile di 56 anni residente a Capannori e originario della Campania è finito nei guai con le accuse di tentata estorsione e danneggiamento. La vicenda è iniziata alla fine dell'anno scorso e al centro i lavori di restauro di una casa di Lammari. Il cantiere era stato aperto alla fine dello scorso anno dopo che l’impresario si era accordato con il proprietario dell’abitazione. Era stato stabilito un preventivo per opere da 20mila euro. Ma giunto vicino alla fine dei lavori sarebbero sopraggiunti dei costi aggiuntivi probabilmente imprevisti in origine. A quel punto l’impresario edile si è rivolto al committente chiedendo altri soldi per poter terminare il lavoro intrapreso. Ma il padrone della casa in ristrutturazione, un impiegato di 46 anni residente a Capannori, è andato su tutte le furie protestando e rifiutandosi di pagare un centesimo di più. Sono iniziate le discussioni e vista la mala parata il padrone di casa è andato alla caserma dei carabinieri di Lammari per spiegare la situazione. Al suo ritorno, in compagnia dei militari, ha avuto l'amara sorpresa. Una parete del salotto era stata danneggiata a colpi di piccone: i militari hanno trovato un biglietto lasciato dall'impresario che non lasciava adito a dubbi.
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