Il Tirreno

Lucca

Azzerare le perdite il Giglio vara il piano di rientro

di Barbara Antoni
Azzerare le perdite il Giglio vara il piano di rientro

Il progetto prevede di trasferire nel 2015 otto impiegati nelle partecipate. Possibili cambiamenti per le maschere

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LUCCA. Una manovra per ripianare il bilancio dell’azienda speciale Teatro del Giglio attraverso il trasferimento di un numero massimo di otto impiegati nelle aziende partecipate dal Comune.

È il senso del confronto aperto dai vertici del teatro - il direttore generale Manrico Ferrucci e l’amministratore unico Stefano Ragghianti - con le rappresentanti sindacali unitarie (Rsu) del personale. «Un confronto aperto in via unilaterale - spiega Ferrucci -, avviato dopo una lunga riflessione e analisi del bilancio. La definizione di esuberi è solo tecnica: non ci saranno né mobilità né licenziamenti, ma un progetto di economie legato alla ricollocazione di parte di personale. Lo scopo è l’ulteriore contenimento dei costi per recuperare un margine economico di sostenibilità. L’obiettivo è raggiungerlo entro il 2015».

Non è né il primo né l’unico passo fatto dal teatro, negli ultimi mesi, verso una situazione di sicurezza finanziaria. Ottantamila euro di costi sono già stati abbattuti cancellando, almeno per ora, il cartellone di danza. Inoltre, conferma Ferrucci, «ridurremo al minimo le concessioni gratuite del teatro».

La manovra avviata dal Giglio è stata preceduta da una richiesta tecnica dell’amministrazione comunale al teatro di indicare un numero massimo di esuberi. Da qui le otto unità, che costituiscono, come detto, il numero massimo.

Saranno prese in considerazione, se ci saranno, eventuali disponibilità degli impiegati al trasferimento per il quale, sottolinea sempre Ferrucci, il dipendente non dovrà rimetterci con diminuzioni di salario. «Il mio intento - continua il direttore generale - è portare avanti una procedura concordata in tutti i suoi passaggi». Sull’accordo, Ferrucci sostiene che «non c’è fretta» ma conta di concluderlo entro fine marzo, in modo che gli effetti siano già concreti (con un abbattimento di costi sui 200mila euro) nell’esercizio 2015 dell’azienda speciale. A rendere i passaggi più difficili, sottolinea sempre Ferrucci, «c’è che l’organico del Giglio è fatto di persone preparate e competenti che apprezzo molto. Se non ci saranno disponibilità espresse al trasferimento, dovremo fare una valutazione con il sistema delle aziende partecipate».

E poi c’è il ragionamento che riguarda le maschere: in base a una graduatoria di circa venti unità, ogni sera di spettacolo al Giglio ne vengono impiegate circa una decina. «Vorremmo studiare con loro un’ipotesi di esternalizzazione del servizio ma garantendo la continuità del personale attuale», dice Ferrucci. E aggiunge che «con due esercizi rigorosi e la collaborazione della struttura delle partecipate il teatro può uscire dal tunnel. Adesso riusciamo a stare a galla e potremmo anche continuare a farlo, magari contando anche su una disponibilità maggiore delle banche. Ma questa non sarebbe una gestione onesta. Il nostro scopo deve essere di farlo tornare su una posizione solida e quindi di tranquillità».

In parallelo la direzione accelererà anche verso la costituzione della fondazione (in sostituzione dell’azienda speciale) e verso la ricerca di sponsor, nell’intento di utilizzare i benefici dell’Art Bonus, lo sconto fiscale per i privati che investono in cultura.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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