Finanza
Anche i genitori contro il ripetitore
La preoccupazione di chi frequenta la scuola di Sant’Alessio. Il comitato si appella al sindaco
LUCCA. C'erano i genitori della scuola primaria di Sant'Alessio, sabato sera alla riunione del comitato contro l'antenna Telecom di via Fonda. Allarmati per la salute dei propri figli e decisi, anche loro, a chiedere alla compagnia telefonica di rivedere l'ubicazione della struttura alta 36 metri.
Continua intanto il blocco del cantiere da parte di alcuni residenti, che vietano il passaggio dei mezzi con le auto parcheggiate di traverso. Cittadini che l'altra sera hanno voluto ribadire la propria posizione per chiarire, una volta per tutte, che la loro non è una protesta contro i ripetitori in generale, ma contro un ripetitore posizionato in una zona non idonea.
«In un'Italia che funzioni le opere di sviluppo primario, come i ripetitori telefonici, sarebbero posizionate sul territorio in modo da venire incontro a due requisiti fondamentali: massima funzionalità e minimo impatto sulla popolazione e sull'ambiente – scrivono in una nota - .In un'Italia che funzioni tutto questo verrebbe stabilito prima e non dopo l'apertura di un cantiere, attraverso un piano regolatore che stabilisca la localizzazione degli impianti di oggi e di domani. In un'Italia che funzioni l'amministrazione dovrebbe chiedere al gestore telefonico, in ottemperanza all'Art. 11 L.R. toscana 49/2011, di motivare debitamente per mezzo di una relazione tecnica firmata, il rigetto dei siti preferenziali comunali e non si accontenterebbe di niente di meno. In un'Italia che funzioni, inoltre, il consiglio comunale avrebbe dovuto, a tempo debito, esprimersi in merito alle richieste di Telecom e non far passare la pratica sotto un ignavo silenzio assenso per poi trincerarsi dietro "ormai non possiamo far nulla". In un'Italia che funzioni verrebbe da chiedersi come la Soprintendenza abbia potuto dare una deroga al vincolo paesaggistico nell'area interessata. In un'Italia che funzioni, infine, le scuse informali non basterebbero ai cittadini e il blocco del cantiere diventerebbe un'azione dovuta. Per questo chiediamo a gran voce al sindaco di Lucca e al consiglio comunale nella sua interezza un'Italia che funzioni».
L'assessore Raspini due giorni fa ha dichiarato di aver spedito una lettera a Telecom per chiedere tutta la documentazione relativa alla costruzione dell'opera e per provare a rimettere in discussione la scelta del sito dove sorgerà l'antenna. L'attenzione, ora, è concentrata sul contenuto della risposta.
Nadia Davini
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