Il Tirreno

Lucca

Residenti in rivolta con le auto sbarrano l’accesso al cantiere

di Nadia Davini
Residenti in rivolta con le auto sbarrano l’accesso al cantiere

Sant’Alessio, continua la protesta contro la nuova antenna Il comitato: Arpat ammette che il ripetitore fa male

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LUCCA. Le auto di alcuni cittadini di via Fonda se ne stanno parcheggiate di traverso, a sbarrare la strada. Restano lì da diversi giorni e non verranno spostate fino a quando Telecom non farà passi indietro sull'antenna di telefonia mobile che vuole installare nella zona.

L'avevano detto e l'hanno fatto: blocco del cantiere, i mezzi che arrivano tornano indietro non potendo passare. Ecco che la protesta contro l'antenna, che i cittadini dell'area rifiutano perché troppo vicina a case e scuola, sta andando avanti, in attesa di conoscere dall'amministrazione comunale gli esiti della trattativa in corso con il gestore. L'assessore all'ambiente, Francesco Raspini, ha annunciato di aver spedito a Telecom la lettera nella quale, oltre al progetto e alla documentazione, si chiedeva - di nuovo - di rimettere in discussione la scelta del luogo. Da parte sua la maggioranza consiliare, al prossimo consiglio comunale, depositerà una mozione per ricominicare a lavorare sul piano di copertura mobile del comune.

«Bloccheremo il cantiere finché non ci sarà l'esito di questa trattativa, fino quando non avremo notizie e risposte da Telecom - spiegano gli abitanti - Intanto abbiamo contattato Matteo Garzella, presidente del consiglio comunale, per richiedergli un incontro con i capigruppo».

Dopo il confronto sull'antenna di Sant'Alessio riprende la parola anche Fabio Lucchesi, coordinatore di Ambiente e Futuro. «Il direttore dell'Arpat - spiega - cercando di tranquillizzare i cittadini ha ammesso tra le righe ciò che noi diciamo già da tempo: che le antenne di telefonia mobile sono pericolose non tanto per chi ci vive sotto, ma per tutti coloro che abitano o lavorano intorno alla zona. Una su tutte, la scuola. Inoltre: è vero che Arpat ha dato parere favorevole a Telecom, ma è anche vero che sono rarissimi i casi in cui ciò non avviene». In sintesi: i gestori presentano il progetto e, nella quasi totalità dei casi, il progetto è a norma, conforme alle leggi nazionali. «Arpat quando dà parere favorevole - conclude. Lucchesi -. Non sta dicendo che non ci sono rischi, sta certificando la correttezza del progetto da un punto di vista tecnico e formale. E questo è un dettaglio da tenere sempre ben presente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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