Il dolore
Un solo ufficio postale per 5mila abitanti
Con la raffica di chiusure nel territorio del Compitese resterà in funzione lo sportello di Colle
CAPANNORI. Un solo ufficio postale per il tutto il Compitese, oltre 5mila abitanti, una vasta area territoriale, all'estremo sud del Comune di Capannori, che si snoda come un rosario in sei frazioni. La conseguenza dell'annunciata chiusura da parte di Poste Italiane degli uffici di San Ginese e Pieve di Compito è che l''unico sportello di riferimento sarà quello di Colle di Compito. Un duro colpo per i residenti, per i turisti che soprattutto d'estate abitano sulle colline capannoresi e per ngli anziani costretti a compiere spostamenti più lunghi. E intanto i sindacati inviano una lettera al sindaco Menesini per fare fronte comune. «È’ assurdo – scrive il consigliere comunale Leonardo Pacini del Pd - che tutte le frazioni del Compitese debbano avere come punto di riferimento solo lo sportello di Colle di Compito, l’unico in zona che sarà risparmiato, mentre si debba chiudere quello di Pieve di Compito, molto frequentato e di riferimento grazie anche alla sua posizione strategica sulla Sarzanese-Valdera».
Una decapitazione per il Capannorese che, dopo gli uffici di Ruota e San Gennaro, è destinata a perdere altre cinque sedi: oltre alle due del Compitese, anche Lappato, Vorno e San Colombano e la riduzione dell’orario di apertura a Matraia (da due giorni a uno alla settimana).Una decisione che dovrebbe andare a regime a breve. Le chiusure diverranno realtà entro 60 giorni. Si tratta di piccoli uffici, ma che rappresentano un importante presidio sociale ed un servizio pubblico.
«La decisione di Poste Italiane è grave – afferma Pacini - Ancora una volta sono presi di mira i servizi e a rimetterci sono i cittadini, soprattutto nelle frazioni collinari. Tra i più disagiati gli anziani che hanno difficoltà a spostarsi».
L’ennesima penalizzazione da parte di Poste per la zona sud, dicono i residenti, che già si trovano a fare i conti con una consegna a singhiozzo della corrispondenza. Privati ed aziende si vedono recapitare bollette e fatture in ritardo. Disservizi che sarebbero da ricondurre anche al taglio delle zone di recapito. Intanto le tre sigle sindacali della categoria (Spl-Cisl, Slc-Cgil e Uil-Poste) hanno scritto una lettera al sindaco Luca Menesini (e agli altri sindaci dei comuni interessati dalle chiusure o razionalizzazioni), per chiedere un confronto e trovare delle soluzioni che possano scongiurare la cancellazione di cinque uffici postali nel Capannorese previste da piano industriale di Poste.
E il sindaco Menesini ha deciso di proporre un consiglio comunale straordinario sul tema, affinché del problema dell'annunciata riduzione da 20 a 15 degli uffici postali capannoresi si faccia carico l'assemblea consiliare. Al consiglio saranno invitati a partecipare anche i rappresentanti degli altri enti locali e delle istituzioni con i quali l'amministrazione capannorese sta conducendo la battaglia per scongiurare l'attuazione del piano di ridimensionamento proposte da Poste Italiane.
«Ribadisco come sia scorretto il metodo adottato da Poste Italiane perché applica tagli lineari senza avere una visione complessiva del territorio e delle sue necessità - sostiene Menesini - Non è possibile che ogni due anni con decisioni unilaterali, senza quindi coinvolgere gli enti locali, Poste Italiane realizzi chiusure di uffici postali senza tener conto delle esigenze dei cittadini, andando a penalizzare soprattutto le fasce più deboli come gli anziani e impoverendo di servizi sempre e solo i centri minori».
Menesini intende sottoporre la questione anche alla direzione regionale di Poste Italiane e mercoledì parteciperà all'incontro convocato dalla Regione Toscana per discutere della chiusura e del ridimensionamento degli uffici postali sul territorio regionale.
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