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Lucca

Targhe alterne anti Pm10, ma la colpa va ai camini

di Barbara Antoni
Targhe alterne anti Pm10, ma la colpa va ai camini

Allo studio contromisure per riscaldamenti a legna e altre combustioni Si farà un nuovo piano di azione: quello in vigore è stato approvato e disatteso

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LUCCA. Domenica 8 dalle 9 alle 13 stop al transito dei veicoli con targa dispari sui territori di Lucca, Capannori e Porcari. Ultima (per ora) domenica di “penitenza” da quando le polveri fini, già nel 2015 hanno superato il tetto tollerato (50 microgrammi per metro cubo: gli sforamenti sono già 16 su un massimo annuale di 35). Si blocca il traffico - in ottemperanza alle norme di legge - anche se, afferma l’assessore all’ambiente Francesco Raspini «a Lucca e nella Piana il maggiore agente inquinante è rappresentato dalla combustione delle biomasse».

Biomasse killer. Camini e non solo: anche stoppie, legni e altri residui naturali bruciati in agricoltura contribuiscono non poco a far innalzare le polveri fini. Del resto, conferma anche l’Arpat portando a prova l’inventario regionale delle sorgenti di emissione (Irse), in Toscana Lucca è maglia nera tra i capoluoghi (oltre che per sforamenti di polveri fini) per l’incidenza delle biomasse da riscaldamento sulla produzione di polveri fini (nel 2014 lo è stata anche per sforamenti di Pm10, in tutto sessanta).

Le contromisure. «Stiamo organizzando - anticipa Raspini - un’iniziativa congiunta, un convegno, per fare informazione e sensibilizzare la cittadinanza. Bruciare un chilo di legna produce polveri fini quanto un motore diesel euro quattro in 59 chilometri di percorso. I nostri tecnici stanno studiando, con l’aiuto della Regione, forme di incentivazione per migliorare il riscaldamento domestico».

Secondo i dati a disposizione di Raspini, nei momenti di maggiore concentrazione di polveri fini, l’apporto «delle industrie è pari al 20-25%, idem del traffico mentre il peso delle combustioni sfiora il 57%». Intanto l’Arpat, sottolineano dall’agenzia regionale per l’ambiente, si sta dedicando a un approfondimento delle cause scatenanti delle polveri fini «incrociando i rilievi delle centraline con quelli dell’inventario delle sorgenti di emissioni».

Disatteso il Pac 2012. Questa la situazione oggi. Ma vero è che se alcuni interventi si potevano fare per attenuare l’incidenza del traffico sulla produzione di polveri fini, anche in base all’elenco contenuto nell’ultimo Pac approvato dalla giunta comunale il primo agosto 2012 (con l’allora assessore all’ambiente Giuseppe Pellegrini Masini), pressoché nessuno è stato attuato. Il Pac, all’epoca, inseriva nelle misure per la mitigazione dell’inquinamento da polveri fini nel territorio comunale di Lucca ad esempio la costruzione di parcheggi scambiatori lontani dal centro per ridurre il flusso delle auto verso il centro, un progetto di bike sharing (incrementando l’uso della bicicletta utilizzando un sistema automatico di noleggio da posizionare in prossimità di parcheggi scambiatori), politiche per un uso più diffuso della bicicletta grazie anche alle piste ciclabili, la realizzazione di una serie di rotatorie (tra vi di Tiglio e via Piaggia, tra viale Europa e via Bandettini, tra via Consani e via Nottolini, tra le vie Salicchi, di Camaiore e Borgo Giannotti a Monte San Quirico, a porta Sant’Anna, un progetto di car sharing elettrico, allestimento di punti di ricarica per veicoli elettrici nei tre Comuni della Piana. Si prevedeva, inoltre, di intervenire con bagnature delle strade per eliminare il particolato che vi si deposita e viene rimesso in circuito dalle auto. Misure approvate ma non realizzate, ora in procinto di essere spazzate via dal nuovo Pac che si concentrerà sulla riduzione delle combustioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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