La manifestazione
Se non si fa quel poco che si potrebbe
MARCO INNOCENTI. Impotenti contro le polveri sottili e gli altri agenti inquinanti che fanno ogni giorno danni sempre più gravi alla nostra salute e all’ambiente? La domanda non è retorica: sorge spontanea nell’assistere ai balbettii con cui i pubblici amministratori affrontano la questione. Non da ora, da sempre, da quando si è scoperta.
Tutti hanno capito che le targhe alterne non servono ad altro che ad evitare rischi di denunce ai sindaci che non le dispongono. Ma negli ultimi 40 anni non è stato realizzato nemmeno un metro di quella grande viabilità alternativa (che forse mai vedremo) invocata per allontanare dalle Mura la morsa dello smog.
Né si è assistito al potenziamento del trasporto pubblico su gomma e su rotaia, alla realizzazione di una seria rete di piste ciclabili, a controlli seri e a tappeto sulle emissioni da riscaldamento.
E’ vero: gli esperti dicono che i camini inquinano più del traffico. Bene: chi controlla? Con quale potere di entrare nelle case, rilevare e sanzionare? E chi verifica davvero se la temperatura (a partire dagli uffici pubblici) viene tenuta entro i 18 gradi e per le ore previste?
Non c’è da dubitare della buona fede dell’assessore Raspini che prova a fare il possibile. E di altri amministratori di buona volontà. Ma non c’è da essere ottimisti, se il possibile sono convegni per capire come e perché ci ammaliamo sempre di più a causa dell’inquinamento.
Se davvero si volesse, qualcosa per la verità si potrebbe fare, subito. Investiamo nel trasporto pubblico su gomma e ferrovia e sulle piste ciclabili, potenziamo i controlli sulle emissioni e controlliamo le strutture publiche in cui i termosifoni bollono anche quando le finestre sono spalancate. E soprattutto riconsideriamo la politica delle concessioni facili agli impianti a biomasse anche in mezzo alle case.
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