Il dolore
Sbatte in testa al medico la cornetta del telefono
Nei guai pensionato che al pronto soccorso di Lucca voleva passare avanti alle urgenze, Si spaccia per procuratore e paventa l’apertura di un’indagine contro il dottore
LUCCA. Voleva essere visitato subito nonostante fosse arrivato in pronto soccorso in codice verde in barba alle urgenze. E alla fine quando il medico di turno - dopo averlo sottoposto a tac, avergli somministrato un’aspirina e assicurato che non era in pericolo di vita - ha firmato il foglio delle sue dimissioni lui ha alzato la cornetta del telefono dell’ufficio dove si trovava assieme il medico e con il ricevitore lo ha colpito in testa procurandogli un trauma cranico con lesioni giudicate guaribili in 5 giorni. Non contento è tornato alla carica: ha telefonato al pronto soccorso dell’ex Campo di Marte spacciandosi per il procuratore della Repubblica, successivamente gli ha telefonato a casa e infine lo ha aspettato di sera davanti alla porta dell’abitazione. Alla fine il medico del pronto soccorso assillato da quel pensionato si è rivolto alla procura e lo ha denunciato. Nei guai è finito Patrizio Corrente, 65 anni ancora da compiere, lucchese, a giudizio con l’accusa di violenza a pubblico ufficiale, sostituzione di persona e molestie. Vittima del pensionato un medico, tra i più esperti ed apprezzati, del pronto soccorso dell’ex Campo di Marte: Alessandro De Vito.
I fatti. L’episodio contestato risale al 6 luglio del 2012. Corrente arriva al pronto soccorso verso le 16. Soffre di un fastidioso dolore interno alle orecchie e nell’accettazione triage in considerazione della gravita dei sintomi gli viene assegnato il codice verde. Lui di attendere non ne vuol sapere. Nonostante le priorità di altri pazienti e le urgenze da codice rosso Corrente, per l’accusa, aggredisce verbalmente il dottor Di Vito pretendendo di visitarlo con priorità nonostante il codice verde indicasse il contrario. Il medico dopo averlo fatto attendere il tempo necessario lo visita, lo fa sottoporre a tac e per lenire il dolore gli somministra un’aspirina, ma alle 20 compila il foglio di dimissioni. Non l’avesse mai fatto. Il paziente di scatto prende la cornetta del telefono fisso e gliela sbatte in testa. E non finisce lì perché il paziente persiste nel suo atteggiamento. Vuol tornare in ospedale e farsi visitare nuovamente dal medico. Così poco dopo le 21 tornato a casa telefona al centralino dell’ospedale e si spaccia per «il procuratore della Repubblica di turno» pretendendo di parlare con il dottor Di Vito. La centralinista, spaventata dalla qualifica esposta, gli passa il medico e lui, spacciandosi per il procuratore, paventa l’apertura di un fascicolo nei suoi confronti «per aver fatto attendere il paziente Patrizio Corrente». Ancora non basta perché tra il 7 e il 9 luglio il pensionato telefona a casa del medico, lo aspetta di sera davanti a casa suonando il campanello per farsi aprire e poi torna al pronto soccorso per incontrarlo e infine agli uffici Asl di Monte S. Quirico.
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