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E tra venti giorni si decide anche sulla querela

E tra venti giorni si decide anche sulla querela

Angelini chiede la condanna per calunnia nei confronti dell’ex patron di Valore e dell’architetto Pieri

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LUCCA. Il rito abbreviato fissato per il 25 febbraio davanti al gup Silvia Mugnaini porrà fine alla querelle tra l’ex parlamentare Piero Angelini e l’architetto Giovanni Valentini che l’esponente di Governare Lucca ha denunciato per calunnia assieme all’architetto Lorenzo Pieri, progettista del complesso previsto nel parco S. Anna, dopo le dichiarazioni spontanee rese alla procura il 14 aprile 2011. L’allora azionista di maggioranza della Lucchese avrebbe affermato che l’ex parlamentare Dc aveva convocato l’architetto Pieri e che il professionista gli disse che nel colloquio Angelini, senza mezzi termini, gli avrebbe riferito che se la Valore intendeva realizzare il piano attuativo del progetto doveva passare da lui. Una sorta di estorsione. Quelle dichiarazioni hanno spinto l’onorevole democristiano a presentare una denuncia per calunnia.

La vicenda è riconducibile a un'intercettazione del 14 settembre 2010 tra gli architetti Lorenzo Pieri e Giovanni Valentini. Intercettazione che verte sulla querela per diffamazione chiedendo tre milioni di danni da presentare contro l'onorevole Piero Angelini e il presidente del comitato S. Anna, Capocchi. Si fa riferimento a una cena dal sindaco Favilla. Poi il colloquio passa ad argomenti politici. Tra l’altro l’ex presidente della Valore parla di un a riunione con i suoi avvocati al termine della quale sarebbe partita una citazione per danni al Comune per trenta milioni (Parco S. Anna). A distanza di 5 anni le sue frasi legate ai politici lucchesi appaiono azzeccate: Fazzi non ritorna a galla, Sereni farà una lista civica, Marcucci parlamentare. Un errore? Tambellini. Non è rimasto a fare l’opposizione.

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