Il Tirreno

Lucca

Caffè a 80 centesimi per dare un calcio al calo dei consumi

La scelta di “Ratatouille”: giù i prezzi su tutto il listino «La tazzina ha avuto una flessione del 25%»

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LUCCA. Calano i consumi, calano i prezzi. È questa la strategia adottata dal Cafè Ratatouille, il locale in Via Beccheria gestito da Alì Hammoud. aperto nel dicembre 2012 e giunto ormai al suo terzo anno di attività.

L’imprenditore libanese – ma che da trentasei anni ormai vive in Italia – ha deciso di abbassare il prezzo di una tazzina di caffè alla cifra di 80 centesimi: un prezzo che sfida la crisi e il calo di consumi, come ci ha spiegato lui stesso. «Ho parlato con alcuni fornitori – racconta Hammoud – i quali hanno riscontrato a Lucca un calo del consumo del caffè pari al 25%. La stessa cosa l’ho poi sperimenta a mie spese: ormai le persone preferiscono prenderlo a casa. Clienti che venivano anche tre volte al giorno, adesso si presentano una volta ogni due giorni. Non ci sono più soldi e le persone rinunciano al caffè fuori casa».

L’idea è stata messa in pratica una settimana fa, con un abbassamento del prezzo non solo del caffè, ma più in generale della colazione: il pezzo dolce è stato calato a 90 centesimi, il cappuccino a un euro, mentre il “pacchetto” con caffè, pezzo dolce e un bicchiere di succo di frutta è stato messo a 2,70 euro. Il prezzo è uguale sia al tavolo, sia al bancone. «Sono convinto – ha continuato – che se tutti abbassassero il prezzo di listino, la gente verrebbe più volentieri in centro. Ho visto tante persone meravigliarsi nel pagare così poco un caffè. Se uno fa il conto, poi, venti centesimi di prezzo in meno non sono pochi, soprattutto se considerati su un arco di tempo più lungo».

Quello che ha fatto Alì Hammoud è stato spostare il calendario indietro di tredici anni, cioè quando, con l’avvento dell’Euro nel 2002, il caffè costava effettivamente quella cifra. Una mossa drastica, ma non certo campata in aria, vista anche la sua grande esperienza nel settore: Hammoud ha infatti gestito dal 2003 al 2009 il Cafè De Flore, prima di perdere il locale a causa di un incendio. Qualcuno si potrebbe chiedere però se ad un prezzo così basso corrisponde anche un caffè di bassa qualità. «Ho sentito – ha spiegato Hammoud – di persone un po’ scettiche di fronte ad un caffè così economico. Se una tazzina costa così poco non vuol dire per forza che il caffè sia di pessima qualità. Giusto pochi giorni fa ho ricevuto complimenti da persone che si sono ritrovate, contro ogni aspettativa, un caffè molto economico ma anche molto buono».

Dopo una settimana è difficile evidenziare un effettivo aumento della clientela, ma qualcuno comunque ha già cominciato a presentarsi più regolarmente.

Andrea Della Maggiore

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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