Medaglia al merito alla volontaria che salvò una bimba
Provincia e Cri chiedono il riconoscimento per Antonella Giannini: salvò la vita a una bambina che non riusciva più a respirare
LUCCA. Un esempio di coraggio, di prontezza, di sangue freddo e altruismo, di amore per il prossimo. Non bastano le parole a descrivere la grandezza del gesto di Antonella Giannini, volontaria della Croce Rossa che il 18 dicembre 2014, al supermercato Esselunga di San Concordio, salvò la vita di una bambina di diciotto mesi che stava morendo soffocata per un pezzettino di biscotto.
Oggi per la signora Giannini parte una doppia richiesta di assegnazione di medaglia al merito civile della Repubblica Italiana. L’istanza è arrivata sul tavolo del prefetto, dottoressa Giovanna Cagliostro, dal presidente della Croce Rossa EnzoFasano e dalla giunta provinciale guidata dal presidente Stefano Baccelli.
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«Il gesto è un esempio civico di alto valore morale e civile - afferma l’esecutivo di Palazzo Ducale nella delibera che racchiude l’invito al prefetto di avviare le procedure per la concessione della medaglia ad Antonella Giannini - e si pone come esempio per la comunità, rendendo tangibile lo spirito di altruismo e abnegazione con cui molti volontari della Croce Rossa Italiana e di altre associazioni e istituzioni pubbliche e private si dedicano a garantire la protezione e ad assicurare il benessere dei cittadini in situazioni di difficoltà dovute a cause fortuite, calamità o altre situazioni di pericolo».
E così Fasano, nella lettera in cui informa Baccelli e il sindaco Alessandro Tambellini della richiesta presentata al prefetto spiega che «lo scorso 18 dicembre al supermercato Esselunga si è sfiorata la tragedia».
È stato proprio così. Il caso fu riportato anche dalle nostre cronache. Una situazione quotidiana poteva davvero sfociare in una tragedia infinita.
Antonella Giannini, che nelle fila della Cri lucchese svolge attività in ambito socio-assistenziale con particolare riguardo all’inclusione sociale e alle iniziative rivolte ai senza tetto, quel giorno è all’Esselunga a fare la spesa. Cammina tra gli scaffali col suo carrello quando all’improvviso sente un urlo disperato, una richiesta di aiuto («ho riconosciuto l’urlo di una mamma», raccontò al nostro giornale).
La volontaria segue l’eco della voce, raggiunge la mamma e la piccola, già cianotica. Sta soffocando dopo avere ingerito un pezzettino di biscotto. La volontaria della Cri ad alta voce chiede se nel supermercato si trovi un medico. Nessuno risponde.
La signora Giannini, lucida e pronta, allontana i curiosi. Non esita: anche un secondo può essere fatale. Immediatamente mette in atto le manovre di disostruzione pediatrica imparate ai corsi tenuti da alcuni anni dalla Cri.
Non è un’operatrice del soccorso sanitario, ma grazie alle tecniche salvavita acquisite riesce a disostruire le vie aeree della piccina e a farle espellere quel banale pezzettino di biscotto che la stava uccidendo.
Il volto della piccina torna del suo colore naturale. Anche la mamma torna a respirare dopo quegli attimi di terrore.
È probabile che nel salvare la piccola la signora Giannini sia tornata indietro nel tempo, rivivendo il caso analogo che le era capitato: anche sua figlia, da piccola, aveva rischiato di morire soffocata da un boccone.
Antonella Giannini non ha mai voluto che il suo nome fosse pubblicato raccontando il suo gesto. Oggi è contenuto in un atto pubblico - la delibera della giunta provinciale n. 2 del 2015, affissa all’albo della Provincia - e lo rendiamo noto volentieri, augurandoci che il suo merito sia riconosciuto anche in via ufficiale.
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