Il Tirreno

Lucca

Cena per salvare i portali del ’700

di Barbara Antoni
Cena per salvare i portali del ’700

Un gruppo amici, cuochi dilettanti e parrocchiani di Nave, vogliono aiutare la chiesa di San Matteo

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LUCCA. Cena haute cuisine per salvare i portali settecenteschi della chiesa di San Matteo nella parrocchia di Nave. L’iniziativa nasce da monsignor Fabio Unti, cappellano di Sua Santità e parroco di Nave da ventisei anni, unitamente a un gruppo di parrocchiani con la passione della cucina d’autore. Cuochi dilettanti - manager, imprenditori nella vita, amici e impegnati ad aiutare monsignor Unti nella sua impresa di raccogliere settemila euro e spiccioli per restaurare gli antichi portali della chiesa - che hanno messo insieme un menu di tutto rispetto, per una tavolata di cento persone al massimo.

Il menu è il seguente: sautè di cozze al pepe rosa su letto di pane casereccio tostato e agliato, tagliolini alle alici con ricotta salata profumati al limone, pennette alla mousse di cipolla dorata e sarde marinate, cartoccio di pesce misto agli agrumi di Sicili, dolce dell’abile pasticcere Andrea; accompagnerà la cena spumante brut.

L’appuntamento è per domenica 15 febbraio alle 20, nel refettorio della chiesa di Nave. Per pubblicizzare l’evento è stata creata anche una pagina Facebook della parrocchia di San Matteo in Nave (prenotazioni entro mercoledì 11 febbraio, inviando un messaggio attraverso la pagina Fb o telefonando al 333 4374726).

«Occorrono circa settemila euro per restaurare i portali della chiesa - spiega Rinaldo Burgassi, imprenditore e cuoco per passione -. Abito a Nave da pochi mesi, e i miei impegni di lavoro mi portano spesso lontano. Ma quando posso mi piace dare una mano in parrocchia. L’iniziativa che abbiamo creato sarà importante anche solo per stare insieme. Cucinerò io insieme ad altri amici cuochi dilettanti. Abbiamo chiesto un contributo sotto forma di sconto sulla spesa alla sezione dei soci Coop di Lucca, stiamo aspettando risposta. Al massimo potremo cucinare per cento persone. Ci piace organizzare cene, ma di solito lo facciamo per una quindicina di amici».

Anche monsignor Unti, classe 1930, è entusiasta della cena di raccolta fondi per i portali. E confida molto nella partecipazione della gente. «La gente viene volentieri di solito al nostro centro parrocchiale, vengono i bimbi per fare il compleanno, vengono i parrocchiani per tante iniziative. Negli anni il contributo dei parrocchiani è sempre stato determinante per il mantenimento e il recupero della chiesa. Tanto hanno fatto le offerte delle fondazioni bancarie, ma tanto anche quelle arrivate dai nostri parrocchiani». Solo pochi anni fa, per esempio, cita monsignor Unti, «abbiamo speso 85mila euro per restaurate il campanile rovinato da un fulmine, e anche la torre campanaria. Da quando sono parroco qui, la chiesa l’abbiamo restaurata due volte. Adesso ci sono i portali settecenteschi che hanno bisogno di essere recuperati. Ho contattato un esperto, mi ha chiesto settemila euro più qualche centinaio. Confido che ce la faremo a raccogliere la somma».

La chiesa San Matteo è antichissima. La sua fondazione, in stile romanico, risale al mille. Nel milleottocento fu ampliata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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