Il dolore
«Ambienti malsani al San Giorgio»
La denuncia di Pierini (Fns Cisl): il personale lavora in condizioni difficili
LUCCA. «Un progetto generale per il recupero di importanti porzioni della struttura oggi interdette all’uso, che potrebbero ridare vita a spazi per nuovi posti detentivi. Questo progetto andrebbe legato a una riorganizzazione interna del lavoro e all’adeguamento della dotazione di personale». La proposta arriva da Stefano Pierini, segretario generale territoriale della fns Cisl e riguarda il carcere San Giorgio.
Pierini interviene sulla difficile situazione che, per sua denuncia, si vive all’interno del carcere, in particolare per via degli spazi angusti e malsani che costringono detenuti e agenti a difficoltà oggettive e quotidiane. Il sindacalista dichiara di sorprendersi, oltretutto, davanti «a dichiarazioni politiche che dalla vigilia di Natale e fino ai giorni scorsi hanno visto esponenti di diversi partiti affermare tutto e l’esatto contrario sui media, occupandosi prevalentemente dei detenuti e senza altrettanta attenzione al personale».
Pierini sottolinea che «nei reparti detentivi il sovraffollamento determina condizioni pesanti di lavoro e di convivenza. Gli ambienti avrebbero bisogno di interventi di manutenzione, alcuni di natura ordinaria ma anche straordinaria. Le celle sono utilizzate oltre misura e questo, oltre all’eccessivo numero di detenuti, vede gli arredi appesantire spazi e luminosità, tutte situazioni che si ripercuotono anche sul servizio dei colleghi di polizia penitenziaria».
E sottolinea che «c’è un altro reparto dove è assente qualsiasi sistema di aspirazione. Un luogo assolutamente insalubre dove odori e fumi d’ogni tipo sono diffusi uniformemente». Pierini evidenzia anche la situazione della sala colloqui «con i soffitti puntellati come dopo un terremoto» e le garitte sul muro di cinta «neanche degne di essere definite tali».
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